BOLZANO. Essere lì, dove succede qualcosa. «Adesso!» direbbe Renzi. Settecento persone, decina più decina meno, ieri pomeriggio hanno voluto ascoltare dal vivo Matteo Renzi, che punta a vincere le primarie di centrosinistra e si candida a premier.

Alle 17.30 erano già in fila per entrare nell’Auditorium del Rainerum. Esaurita in fretta la sala del teatro (407), si è riempita la saletta allestita con uno schermo (220 posti). Altri sono rimasti in cortile per assistere all’arrivo in scooter fuori programma (un’ora di ritardo per traffico e ripetute scuse di Renzi: «Se c’è un posto dove non volevo arrivare in ritardo, è questo. Con gente come voi bastano cinque minuti di attesa e ti inceneriscono con lo sguardo») e alla partenza in camper per Trento.

Da quanto tempo a Bolzano un politico non riusciva a mobilitare 700 persone? Il Berlusconi dei tempi d’oro e ci si ricorda un tutto esaurito di Walter Veltroni proprio al Rainerum. La novità, l’idea che stia succedendo qualcosa e che valga la pena dare una occhiata, anche se non sei del Pd, o di centrosinistra e magari voti da tutt’altra parte. Come i diversi esponenti del centrodestra e anche Arno Kompatscher, politico in ascesa della Svp, che ha voluto esserci per vedere e parlare con Renzi: a fine serata sarà proprio Kompatscher a salire sul camper fino a Trento insieme a Roberto Bizzo. «Sono interessato a nuove idee in politica per questo sono venuto», racconta Kompatscher rientrando a Bolzano da Trento, «ma allo stesso tempo mi interessava raccontare a Renzi qualcosa di questa autonomia». Il sindaco Luigi Spagnolli accoglie Renzi, collega sindaco di Firenze appena incontrato all’assemblea Anci di Bologna.

Chi c’era. I rappresentanti dei comitati Renzi c’erano tutti (Berlanda, Concer, Leuzzi, Polonioli, Magnago, Randi, Calò, Bassetti, Ilaria Piccinotti che introdurrà l’intervento di Renzi). Firma per Renzi l’ex sindaco Giovanni Salghetti («Renzi mi piace, c’è bisogno di novità»). Entrano in teatro, chi per curiosità chi prossimo elettore, Paolo Pavan (Confesercenti), Claudio Corrarati (Cna), Michele Buonerba, (Cisl), professionisti, dirigenti, Giovani Perini (ex cda di Ae), Angelo Gennaccaro (Udc), Claudio Della Ratta (Psi), Massimiliano Sturaro (presidente Ae) , il regista Antonio Viganò, il capo dipartimento provinciale Andrea Zeppa. C’è molto Pd (non Frena, Gnecchi e Tommasini) e molta ex Margherita. Presente il gruppo consiliare dei democratici quasi al completo, nonostante la maggior parte sostenga Bersani. Ci sono elettori di centrodestra e volti noti, come Elena Artioli (Lega), Alessandro Bertoldi (giovani Pdl) e Michaela Biancofiore (Pdl). Bolzano insomma non fa eccezione al resto d’Italia. Ci si aspettava una platea il più possibile variegata, così è stato. Ci sono i curiosi, i militanti convinti, gli osservatori indecisi, gli elettori del Pd che lo voteranno o che voteranno Bersani. «Fanno gli scandalizzati perché punto al voto degli elettori delusi da Berlusconi. La realtà è che vorrei convincere anche gli elettori delusi del Pd», è una delle battuta che fruttano più applausi. Nel cortile al banchetto sorrisi soddisfatti di Paolo Berlanda, Rosalba Leuzzi e Luigi Tava dei comitati pro Renzi: «Abbiamo raccolto 250 firme per la candidatura di Renzi». Una platea mista politicamente e anagraficamente:ragazzi, qualche bambino al seguito, la piccola Alice di poche settimane in braccio alla mamma in prima fila e adottata da Renzi («lo sa anche Alice che così non si può andare avanti»), molte persone di mezza età. Alla fine, l’identikit del pubblico lo traccia un navigatore della politica come Pietro Calò, tra i primi ad aprire un comitato: «Conosco praticamente tutti e questa sera ci sono persone che non ho mai visto. Bel segno». Qualche domanda dal pubblico («chi metterai in lista, se vinci?»), applausi di orgoglio («dipende da noi il giudizio che gli altri danno dell’Italia») e di incoraggiamento («è dalla scuola che riparte una comunità», «bravo»). Si riparte per Trento.

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