BOLZANO. A poche ore dal pronunciamento del Tar sul caso Twenty-bis (raddoppio del centro commerciale in via Galilei e realizzazione del ponte pubblico pedodiclabile) emergono ulteriori dettagli legati (indirettamente) al progetto della Podini Holding. La prima novità è una mail del Dipartimento istruzione e formazione italiana, che sottolinea i timori delle Professionali per le difficoltà a trasferire in tempo utile i laboratori degli studenti da via Galilei (oggi si trovano sulla proprietà Tamanini, accanto alla passerella per bici e pedoni); ci sono poi le valutazioni del vicino che confina con il megastore, che lamenta la mancata comunicazione del Comune dell’annunciato esproprio per costruire la pedociclabile. Oggi, intanto, il Tar dovrebbe pronunciarsi sul proseguimento o meno dei lavori. Sono sostanzialmente tre gli scenari che potrebbero presentarsi: i giudici potrebbero revocare la sospensiva e consentire alla Podini Holding di andare avanti con ponte e raddoppio del megastore; potrebbero consentire di andare avanti con le opere del solo centro commerciale; potrebbero bloccare entrambe le opere (in attesa, ad esempio, degli sviluppi dell’inchiesta penale).

I timori delle professionali. Agli atti è finita una mail firmata da Graziano Barco del Dipartimento istruzione e formazione italiana, che pone l’accento sulla tempistica legata al trasferimento dei laboratori delle professionali da via Galilei in via Santa Geltrude. E il trasloco dovrebbe avvenire entro il settembre 2015. «Nel caso in cui si dovesse spostare la data del trasferimento a giugno 2016 verrebbero a crearsi interferenze tra l’attività formativa e l’attività edilizia di costruzione della passerella». Per quanto attiene poi il “blocco officine”, la costruzione della passerella - osserva la scuola - è prevista «al di sopra del laboratorio di saldatura che riceve la luce naturale da vetrate poste sulle falde del tetto. Di fatto si verrebbe a perdere la luce naturale. Sarebbero da spostare anche gli impianti di ventilazione posti sul tetto in quanto la distribuzione interna del laboratorio non lo consente».

Esproprio in ritardo. L’avvocato Janes precisa come al suo assistito, Renato Tamanini, «non sia stato ancora notificato l’esproprio» e pertanto non ci sarebbero i presupposti per proseguire i lavori. Secondo l’assessore comunale all’urbanistica Chiara Pasquali, invece, «bisogna solo completare l’iter burocratico, come avviene in questi casi. Le uniche perplessità erano legate al piano di rischio aeroportuale».

Le distanze. Il vero nodo è costituito dalle distanze tra il Twenty-bis e la proprietà Tamanini. Toccherà ai giudici del Tar stabilire se, nel computo totale, vadano conteggiati o meno anche i metri del ponte (che è un’opera pubblica). Podini è convinto di essere in regola, il vicino è di parere opposto.

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