BOLZANO. Da due giorni il centro commerciale «Twenty» di via Galilei è privo dei titoli urbanistici necessari per restare aperto. I giudici del Tar di Bolzano hanno infatti annullato, in quanto ritenute illegittime, sia la variante urbanistica che al tempo dei fatti era stata approvata dalla Provincia sia la concessione edilizia rilasciata dall’allora sindaco Luigi Spagnolli (a carico del quale resta sospeso il relativo processo penale).

Per il gruppo Podini, difeso dall’avvocato Dieter Schramm, si tratta di un colpo duro e inaspettato. Scontato il ricorso in appello davanti al Consiglio di Stato al quale i titolari del “Twenty” dovranno anche chiedere una sospensiva degli effetti della sentenza di primo grado.

La variante urbanistica annullata dal Tar aveva individuato il sito ove avrebbe potuto sorgere l’unico centro di rilevanza provinciale.

La prima doglianza riguardava la presunta illegittimità della normativa urbanistica provinciale laddove ammette la realizzazione di un solo centro commerciale di rilevanza provinciale e fa divieto di esercitare commercio al dettaglio nelle zone produttive eccettuate alcune categorie merceologiche.

Secondo i ricorrenti la normativa altoatesina sarebbe in contrasto sia con le disposizioni europee (direttiva Bolkenstein del 2006) sia con il "decreto salva Italia" del governo Monti che impose una liberalizzazione totale del settore commercio eliminando vincoli di qualsiasi natura.

Il secondo motivo di doglianza dei ricorrenti entrava più nello specifico del caso Twenty lamentando i criteri utilizzati da Comune di Bolzano e Provincia per individuare il sito ove realizzare l'unico centro commerciale in zona produttiva ammesso in Alto Adige.

Anzichè instaurare una regolare procedura di selezione tra gli aspiranti per individuare il sito più idoneo (permettendo la partecipazione dei concorrenti in condizioni di parità ), la Provincia avrebbe dapprima individuato unilateralmente il luogo (Twenty) attraverso il procedimento di modifica del piano urbanistico, garantendo solo successivamente ai concorrenti esclusi una partecipazione "differita" (attraverso la presentazione di osservazioni) nella scelta del sito.

In sostanza la sentenza del Tar contesta i criteri utilizzati per l’individuazione del sito e annulla la relativa variante urbanistica, annullando anche la licenza edilizia, dichiarata illegittima.

Il ricorso era stato promosso sei anni fa da due gruppi imprenditoriali concorrenti alla Podini Holding e cioè «Iniziative Methab srl» (Gruppo Tosolini assistito dall’avvocato Igor Janes) e Aspiag (con l’avvocato Guido Zago di Padova).

Sulla situazione oggetto del ricorso i giudici del Tar avevano anche deciso di inviare gli atti alla Corte Costituzionale per una valutazione di legittimità costituzionale in seguito saltata in quanto l’ordinanza di riferimento era stata ritenuta inammissibile.

La Corte Costituzionale, dunque, non si è pronunciata nel merito ma il Tar di Bolzano ha ora annullato - come detto - non solo la concessione ma anche le varianti urbanistiche provinciali senza le quali il Twenty (con riferimento al progetto di ampiamento) non avrebbe potuto neppure essere costituito.

All’epoca le varianti urbanistiche approvate dalla Provincia modificarono anche gli indici edilizi previsti per la zona interessata per permettere la costruzione di un centro commerciale di 60 mila metri cubi e con una superficie di 20 mila metri quadrati. In sentenza il Tar di Bolzano giudica la scelta del sito non adeguatamente motivata anche a fronte di tutti i pareri negativi espressi dalla stessa commissione urbanistica provinciale . Inoltre i criteri per arrivare all’individuazione dell’area non furono pubblicati come un bando. In sentenza il Tar parla di assenza di criteri ben definiti.