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Bolzano. La giunta comunale, nella riunione di ieri, sentito l’Ufficio legale, ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar (impugnata sia dal gruppo Podini che dalla Provincia, ndr) che, all’inizio di luglio, ha annullato, in quanto ritenute illegittime, sia la variante urbanistica che al tempo dei fatti era stata approvata dalla Provincia, sia la concessione edilizia per il centro commerciale di via Galilei rilasciata dall’allora sindaco Luigi Spagnolli (a carico del quale resta sospeso il relativo processo penale per abuso in atti d’ufficio). È un tema molto delicato e questo spiega perché la giunta, dopo una lunga discussione, si è spaccata e si è deciso a maggioranza: quattro contrari al ricorso (il sindaco Caramaschi e gli assessori Andriollo, Franch e Lorenzini); due astenuti (Walcher e Konder), uno contrario (Gennaccaro).
Ma questo significa che la giunta comunale condivide la decisione dei giudici del Tar e ritiene che la licenza rilasciata nel 2014 dall’allora sindaco Spagnolli per l’ampliamento del centro commerciale di via Galileo Galilei non andasse data?
«Nulla di tutto questo - ci tiene a chiarire il sindaco -: noi non entriamo assolutamente nel merito di questa vicenda. Come giunta ci siamo confrontati approfonditamente sulla base del parere legale dell'avvocatura comunale che ritiene marginale la posizione del Comune nell'intricata vicenda legale, in quanto la concessione edilizia rilasciata per l'apertura del centro commerciale non rappresenta altro che l'ultimo anello di una lunga catena procedurale. Come Comune abbiamo deciso a maggioranza di tenere lo stesso atteggiamento rispetto al caso Aspiag, non per vigliaccheria, ma per ininfluenza giuridica rinunciando pertanto al ricorso al Consiglio di Stato. Se la procedura fosse stata in capo al Comune avremmo certamente presentato opposizione, ma in questo caso, ribadisco, la concessione edilizia rilasciata dal Comune rappresenta solo l'ultimo atto amministrativo di una procedura complessa in capo alla Provincia. Si tratta di una valutazione di tipo amministrativo, ovvero di scarso peso giuridico rispetto all'intero iter procedurale».
Ma questo significa che la giunta comunale condivide la decisione dei giudici del Tar e ritiene che la licenza rilasciata nel 2014 dall’allora sindaco Spagnolli per l’ampliamento del centro commerciale di via Galileo Galilei non andasse data?
«Nulla di tutto questo - ci tiene a chiarire il sindaco -: noi non entriamo assolutamente nel merito di questa vicenda. Come giunta ci siamo confrontati approfonditamente sulla base del parere legale dell'avvocatura comunale che ritiene marginale la posizione del Comune nell'intricata vicenda legale, in quanto la concessione edilizia rilasciata per l'apertura del centro commerciale non rappresenta altro che l'ultimo anello di una lunga catena procedurale. Come Comune abbiamo deciso a maggioranza di tenere lo stesso atteggiamento rispetto al caso Aspiag, non per vigliaccheria, ma per ininfluenza giuridica rinunciando pertanto al ricorso al Consiglio di Stato. Se la procedura fosse stata in capo al Comune avremmo certamente presentato opposizione, ma in questo caso, ribadisco, la concessione edilizia rilasciata dal Comune rappresenta solo l'ultimo atto amministrativo di una procedura complessa in capo alla Provincia. Si tratta di una valutazione di tipo amministrativo, ovvero di scarso peso giuridico rispetto all'intero iter procedurale».


