BOLZANO. Nell’ambito dell’inchiesta sul raddoppio del Twenty la Finanza ha sequestrato il computer del sindaco Luigi Spagnolli, a caccia di eventuali anomalie o retroscena sulle modalità di redazione e approvazione della delibera e della concessione edilizia sul raddoppio. «Nessun retroscena - chiarisce Luigi Spagnolli, che al riguardo è stato indagato dalla Procura - io sono tranquillo: ho agito nel rispetto delle norme e basandomi su pareri tecnici e legali. Nel mio pc non credo abbiano trovato qualcosa, tanto che mi è già stato restituito».

Le fiamme gialle si sono recate negli uffici del primo cittadino e, nel corso di una perquisizione, hanno posto sotto sequestro il computer del suo ufficio. Il sequestro è avvenuto nel corso del mese di aprile e, dopo circa due mesi, nel corso dei quali il pc è stato sottoposto ad analisi da parte degli specialisti informatici della finanza, è stato restituito. Il dissequestro è avvenuto una decina di giorni or sono, come conferma lo stesso Spagnolli. «Sono indagato perché si ipotizza che io abbia agito in modo truffaldino, aggirando le norme, per agevolare un privato, ma così non è affatto». I finanzieri nel computer avrebbero innanzitutto cercato la delibera che permetteva il raddoppio del centro commerciale, con la contestuale realizzazione del ponte pedo-ciclabile sull’Isarco. La delibera, approvata nonostante la bocciatura della concessione edilizia in commissione, non è stata trovata. «Ovviamente - chiarisce Spagnolli - anche se la delibera porta la mia firma il testo non è stato materialmente redatto dal sottoscritto, bensì dai miei funzionari. L’ho spiegato ai finanzieri, che si sono rivolti quindi alla mia segreteria. Nel pc avranno trovato le mie e-mail, comunque tutte archiviate nel server del municipio». Che comunque era già stato controllato, nel corso di un controllo al Ced.

Il sindaco Luigi Spagnolli è stato iscritto nel registro degli indagati in relazione all’inchiesta sul rilascio della concessione edilizia di ampliamento del centro commerciale «Twenty». È stata un’informativa dettagliata della Guardia di Finanza a rendere necessario il provvedimento, che il procuratore Guido Rispoli ha definito un atto dovuto, a tutela dell’indagato. L’informativa della Finanza avrebbe però evidenziato “anomalie” che hanno indotto il sostituto procuratore Igor Secco ad avviare un’inchiesta per chiarire diversi aspetti sull’iter che ha portato al rilascio della concessione edilizia. Tra i fatti evidenziati, la presunta determinazione del sindaco a procedere al rilascio della concessione (in data 13 marzo) nonostante il parere contrario (non vincolante) della commissione edilizia riunitasi il 5 febbraio sotto la presidenza del vicesindaco Ladinser (che prese il posto dell’assessore competente Pasquali).

©RIPRODUZIONE RISERVATA