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RENON. Corsa, bicicletta, arrampicata e montagna. Di sicuro Ulrich “Uli” Seebacher non è un alpinista che si spaventa di fronte alla fatica. Il suo curriculum, infatti, è da autentico iron man e l’esperienza sulle vette dell’Alto Adige certo non gli manca. Da sabato sera è disperso sulla parete nord della Gran Vedretta, sorpreso da una valanga assieme ai compagni di salita Thomas Lun, Peter Vigl ed Andreas Zöggeler. I corpi dei primi due sono stati ritrovati ieri mattina.
Seebacher è molto conosciuto sull’Altopiano.
Di professione è dipendente comunale nell’ufficio che si occupa delle risorse idriche.
Oltre alla sua attività nell’amministrazione a farne un vero personaggio, conosciuto da tutti, sono le sue mille passioni. Alpinismo, bicicletta, corsa, tutte attività con la montagna come denominatore comune. In settembre si era concesso un blitz sulla cima dell’Ortles, più tardi una salita al Pizzo Rosso Piccolo, in Val Aurina. Sempre ghiaccio, montagna nuda, aspra. Questo era l’ambiente che amava. Ma non c’è solo l’aria sottile dell’alta quota. È sempre stato facile incontrarlo in sella alla sua bicicletta mentre pedala verso la cima del Corno di Renon. E quando non scala o pedala Seebacher trova anche iltempo per la sua prima passione: la corsa. Non a caso è uno dei testimonial storici della Horn Attacke, gara in salita da far tremare le vene e i polsi. Percorso duro, condizioni ambientali difficili, capacità di dosare lo sforzo. Ad accompagnarlo spesso c’era proprio l’amico di una vita: Lun. Insieme andavano a correre e si erano anche sfidati in una corsa notturna in montagna. Particolarmente attivo nello sport è anche l’altro disperso del gruppo: Andreas Zöggeler. Anche lui appassionato di bicicletta, con qualche Dolomiti Superbike all’attivo. Da giovane si era anche dedicato all’hockey su ghiaccio: una passione che accomunava tutto il gruppo coinvolto nella tragedia in val di Vizze, tifosi accesi dei Rittner Buam. Vite dedicate ad una passione: lo sport. (a.c.)
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