PHOTO
BOLZANO. Un 2 giugno senza enfasi, pensando a chi soffre in Emilia. Anche per questo un 2 giugno intenso, sentito, con i bolzanini che per la prima volta sono diventati protagonisti della Festa della Repubblica, entrando a Palazzo Ducale per assistere al concerto voluto dal Commissario del governo Valerio Valenti. È stato un successo ieri sera il tradizionale ricevimento al Commissariato del governo nella sua chiave di austerità. Il neo prefetto Valenti aveva già deciso di impostare la cerimonia con la formula del concerto pubblico, preceduto dalla consegna delle onorificenze.
Nessun buffet, solo un brindisi con le autorità nel giardino. Poi cancelli aperti ai bolzanini per il concerto eseguito dall’ensemble del Conservatorio Monteverdi.
Dopo il terremoto questa compostezza è stata chiesta dal presidente Napolitano a tutte le prefetture d’Italia.
«Non è con la consueta gioia di ritrovarsi che oggi celebriamo l’anniversario della fondazione della Repubblica», ha esordito Valenti salutando gli invitati alla consegna delle onorificenze. Anche per il prefetto quella di ieri è stata una prima volta. Bolzano è la prima sede che ricopre dopo la nomina a prefetto, «ed è con emozione che vi leggerò il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai prefetti».
Il concerto, iniziato puntualmente alle 19.15, ha visto una platea di oltre 400 persone, tra autorità e cittadini. I bolzanini adorano Palazzo Ducale, entrarvi per un concerto è stata una occasione da salutare con abiti eleganti e sorrisi. Molto gradito il concerto, grandi applausi ai musicisti guidati da Andrea Repetto e Fabio Neri.
Il benvenuto. Come è tradizione, alle 18 Valerio Valenti, con accanto la moglie e il figlio, ha accolto le autorità in arrivo a Palazzo Ducale. Il vescovo Ivo Muser, il presidente provinciale Luis Durnwalder, il sindaco Luigi Spagnolli, assessori e consiglieri provinciali, sindaci, parlamentari, magistrati, vertici di esercito e forze dell’ordine, rappresentanti del mondo delle imprese, delle associazioni di categoria, dei sindacati. Eleganti le signore, senza eccessiva ricercatezza. In linea con la giornata.
Un brivido durante la lettura del discorso del prefetto, quando l’asta della bandiera dell’Unione europea è caduta, abbattendosi sulla bandiera italiana. Nessuno si è fatto male, ma è sembrato un accidente talmente simbolico che Valenti più tardi ha scherzato, «meno male che oggi la Borsa è chiusa».
I discorsi. Valenti ha aperto il suo saluto alle autorità con un pensiero a quanti in Emilia Romagna, «terra generosa e operosa come la nostra», stanno vivendo giornate luttuose. Anche in un momento così difficile, sottolinea Valenti, la ricorrenza della fondazione della Repubblica italiana non può non rappresentare l’occasione per celebrare, «con la sobrietà che il nostro Capo dello Stato ha chiesto, quei valori umani e spirituali che consentirono ai nostri padri costituenti di rigenerare il tessuto economico e sociale del Paese, provato da anni di guerra e di privazione delle libertà». Non è una festa ritualizzata, sottolinea Valenti, « le istituzioni locali e statali, le une vicine alle altre, rinnovano l’impegno di fedeltà alla Costituzione e rispetto dello Statuto di Autonomia, insomma di quei valori e di quelle regole fondanti che hanno tenuto insieme le nostre comunità che, pur nelle diversità e nelle costanti sfide che sono chiamate ad affrontare, penso alla crisi economica, costituiscono il cemento solido della nostra architettura istituzionale». Questi valori vanno concretizzati nel miglioramento «del livello e della qualità dei servizi», ricorda Valenti. Meritano apprezzamento, prosegue il commissario del governo, «quanti si battono con le armi della democrazia affinché il futuro dei nostri giovani sia migliore di quello che hanno costruito faticosamente i nostri padri costituenti». Le armi della democrazia, sottolinea, non quelle «della violenza e del terrorismo che sono tornate a farsi sentire immaginando di intimidirci. Non sarà così».
La musica. Dopo le onorificenze solo un brindisi (abolito il buffet) poi era già il momento di spostarsi davanti alla scalinata, dove i collaboratori di Palazzo Ducale avevano preparato 250 poltroncine per il concerto. Non sono state sufficienti. I bolzanini non hanno voluto perdersi il primo evento pubblico nel giardino. Decine di persone hanno seguito in piedi il concerto con musiche di Mozart e Mendelssohn-Bartholdy.
Un successo e il desiderio palpabile di ritrovarsi ancora ad ascoltare musica oltre i cancelli di Palazzo Ducale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


