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BOLZANO. Tutto ha avuto inizio molti anni fa, precisamente nel 2006. Il parrucchiere bolzanino Carlo Fenice, titolare di un salone in via Firenze, partecipa al casting di "Affari tuoi", allora condotto da Flavio Insinna. Per anni non succede nulla, poi una sera gli arriva una telefonata dalla Rai che lo chiama a partecipare alla trasmissione I soliti ignoti, condotta da Fabrizio Frizzi, in onda su Rai 1. La puntata in cui tra i soliti ignoti appare il parrucchiere bolzanino è andata in onda lunedì. Ma tutta la storia ce la racconta lui.
"Ormai non ci pensavo più alla televisione. - ci dice Fenice tra un cliente e l'altro - Avevo fatto il provino per Affari tuoi per guadagnare un po' di soldi, ma mi è andata male. Non so perchè, ma non mi hanno preso. Sono andato a Roma, ho fatto il provino e poi non ho più sentito nessuno. Poi, precisamente il 2 dicembre, mi arriva la telefonata dalla Rai. Hanno rivisto il mio provino e mi volevano per I soliti ignoti. In quella trasmissione non si guadagna niente, ma mi sono detto che poteva essere un'esperienza".
E lo è stata? «Sì, una bellissima esperienza. Ho visto come si fa la televisione dal di dentro, con tutta la tensione, il nervosismo, i tempi morti, le attese snervanti che uno spettacolo televisivo comporta!» Com'è si è svolta la sua giornata romana? «Sono andato a Roma con l'aereo pagato dalla Rai, come la cena e la notte in albergo. Alla 10 di mattina eravamo al Teatro delle Vittorie per le prove abiti, trucco, e istruzioni varie. Io poi alla fine ho usato i miei vestiti. Questo fino alle 7 di sera quando abbiamo cominciato la registrazione vera e propria, che è durata circa un'oretta».
Lei faceva il parrucchiere, immaginiamo. La concorrente l'ha indovinato? «No, anche se all'inizio ci è andata vicino. Diceva che assomigliavo al suo parrucchiere. Poi è stata fuorviata dal fatto che sono di Bolzano, così, tra le varie possibilità che aveva, ha detto che io mi occupavo di piste da pattinaggio».
E l'emozione? «Tanta. Avevo una quindicina di telecamere puntate su di me, poi c'era il pubblico e inoltre è normale pensare che nel giro di qualche settimana a vedermi ci avrebbero stati milioni di telespettatori. La cosa fa un po' effetto, soprattutto la prima volta». Quindi, per questa volta, niente soldi. «No, solo un gettone di 100 euro. Comunque un'esperienza che valeva la pena fare».
"Ormai non ci pensavo più alla televisione. - ci dice Fenice tra un cliente e l'altro - Avevo fatto il provino per Affari tuoi per guadagnare un po' di soldi, ma mi è andata male. Non so perchè, ma non mi hanno preso. Sono andato a Roma, ho fatto il provino e poi non ho più sentito nessuno. Poi, precisamente il 2 dicembre, mi arriva la telefonata dalla Rai. Hanno rivisto il mio provino e mi volevano per I soliti ignoti. In quella trasmissione non si guadagna niente, ma mi sono detto che poteva essere un'esperienza".
E lo è stata? «Sì, una bellissima esperienza. Ho visto come si fa la televisione dal di dentro, con tutta la tensione, il nervosismo, i tempi morti, le attese snervanti che uno spettacolo televisivo comporta!» Com'è si è svolta la sua giornata romana? «Sono andato a Roma con l'aereo pagato dalla Rai, come la cena e la notte in albergo. Alla 10 di mattina eravamo al Teatro delle Vittorie per le prove abiti, trucco, e istruzioni varie. Io poi alla fine ho usato i miei vestiti. Questo fino alle 7 di sera quando abbiamo cominciato la registrazione vera e propria, che è durata circa un'oretta».
Lei faceva il parrucchiere, immaginiamo. La concorrente l'ha indovinato? «No, anche se all'inizio ci è andata vicino. Diceva che assomigliavo al suo parrucchiere. Poi è stata fuorviata dal fatto che sono di Bolzano, così, tra le varie possibilità che aveva, ha detto che io mi occupavo di piste da pattinaggio».
E l'emozione? «Tanta. Avevo una quindicina di telecamere puntate su di me, poi c'era il pubblico e inoltre è normale pensare che nel giro di qualche settimana a vedermi ci avrebbero stati milioni di telespettatori. La cosa fa un po' effetto, soprattutto la prima volta». Quindi, per questa volta, niente soldi. «No, solo un gettone di 100 euro. Comunque un'esperienza che valeva la pena fare».


