PHOTO
BOLZANO. Lavorano il legno, disegnano mobili e oggetti, scenografie per cinema e teatro, sculture. Un gruppo di creativi ha unito le forze. «Per lavorare insieme e fare circolare le idee». Una festa ha inaugurato sabato 29 ottobre 2016 Ru.17, in via Piani di Bolzano 17. Mille metri quadrati di laboratori, con grande corte centrale, aperti da David Duzzi e Alexander Demetz (promotori) con Christian Mittendorfer e Fabiano De Martin Topranin. È il gruppo di partenza. L’idea è organizzare il salone centrale con scrivanie da affittare con la formula del coworking, più un laboratorio fotografico e i macchinari da falegnameria, già utilizzati dai primi quattro «residenti». È il primo esempio di laboratorio creativo comune in città. «Partiamo senza finanziamenti pubblici. Siamo in affitto. Quello che c’è oggi è frutto di tanto lavoro di restauro. È dall’estate che lavoriamo», raccontano. La scelta dei Piani non è casuale: «Ci piacerebbe che la nostra presenza fosse una scintilla per il quartiere. È una bella zona, con famiglie che sono felici se accade qualcosa di nuovo. Abbiamo cercato uno spazio qui, perché ti trovi a due passi dal centro, senza i problemi di accesso per i furgoni dei fornitori. Chi viene a trovarci, può farlo in bicicletta, o a piedi, il bello di una città di medie dimensioni come Bolzano. Speriamo che altri seguano il nostro esempio. È un quartiere da riscoprire».
Hanno tra i 27 e i 40 anni. Mittendorfer è austriaco, De Martin Topranin del Comelico (Belluno). Duzzi è tornato a Bolzano, dopo avere lavorato per anni in giro per l’Italia. «Non per forza un creativo deve fuggire da Bolzano per andare a Londra o Berlino. Qui gli spazi sono cari, ma c’è meno concorrenza. È una scommessa. Abbiamo esperienza e curiosità, speriamo che sia un buon mix». Non solo laboratori. «Più energia c’è, meglio sarà. Vorremmo fare diventare questi vecchi magazzini uno spazio pubblico per i bolzanini, con serate o seminari», raccontano, «Conosciamo persone interessanti, perché non metterle a disposizione di tutti?».
Nel cortile sono parcheggiati due enormi tronchi. Li ha ordinati De Martin Topranin per le sue sculture. Il più imponente è del 1890. «Ti avvicini con reverenza, è un pezzo di storia». Mittendorfer è partito come falegname, Duzzi come scenografo, Demetz è un falegname designer. «In realtà le competenze si mescolano, siamo di fatto tutti designer vecchio stile, che portano la propria idea in laboratorio e la realizzano».
Duzzi e Demetz stanno lanciando la propria etichetta di mobili «Ruralurban», in vendita nello spazio centrale. Insistono: «Ci piace la definizione di artigiani. Non vuole essere uno spazio chic da rivista. Bolzano è una città ricca, ma non bastano i soldi per farti venire le idee. Ci piace l’idea di essere un gruppo che apre le porte ad altri creativi e al quartiere, per provare a costruire una storia nuova». Intanto ieri, per partire, festa con polenta, formaggi, speck, succo di mela, vino e dolci dalle 11 alle 23, con gli amici, le famiglie, professionisti e bambini, tra sculture e attrezzi da falegname.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


