Un corpo nell’Adige, forse è di Peter Difficile il recupero: oggi si riprova 

Ieri un intenso pomeriggio di ricerche. La segnalazione dell’ecoscandaglio nel fiume all’altezza di Laimburg, 9 chilometri più a nord rispetto a dove era stata trovata la salma di Laura Perselli. Sommozzatori impegnati per ore in un tratto dove la corrente è molto forte

di paolo tagliente
Bolzano. La notizia s’è diffusa nel primo pomeriggio di ieri, poco dopo le 12: i vigili del fuoco permanenti di Bolzano, impegnati nelle ricerche di Peter Neumair, durante un giro di controllo con la barca “Kataraft”, avevano individuato un grosso oggetto, una sagoma, un corpo nell’Adige. Una scoperta compiuta grazie all’ecoscandaglio, nel tratto di fiume che scorre proprio dietro l’area di servizio Laimaburg est, sulla corsia nord dell’A22. Normale, quasi scontato pensare che si trattasse della salma di Peter, il sessantatreenne scomparso insieme alla compagna Laura Perselli, il 4 gennaio scorso. Il corpo di Laura è stato recuperato sabato scorso, poco a nord del ponte di San Floriano, nel comune di Egna. La sofisticata apparecchiature dei vigili del fuoco ha rilevato la presenza di quello che tutti pensavano e speravano fosse il corpo di Peter, a circa due metri di profondità, in un punto che si trova 9 chilometri a nord dal punto in cui era stato avvistato il corpo della compagna.

Conferme e smentite

Per tutto il pomeriggio, mentre le operazioni dei vigili del fuoco per cercare di raggiungere e recuperare il corpo proseguivano senza sosta, le conferme e le smentite sul ritrovamento della salma di Peter si sono susseguite a ritmo serrato. Mancando, anche in questo frangente, una fonte ufficiale che per quanto possibile informasse i media su quanto stava accadendo nel fiume, per tutto il pomeriggio si sono diffuse notizie contraddittorie, anche a livello nazionale. Quella che inizialmente era una “sagoma scura” sul fondale, è poi diventata un non ben identificato “corpo”. Per un po’ è parso certo si trattasse proprio di Peter. Siti online e trasmissioni televisive hanno anche assicurato che il suo recupero fosse imminente. Notizie che venivano sistematicamente spazzate via da smentite e correzioni, tutte anch’esse prive di alcuna ufficialità. Un pomeriggio di grande lavoro per i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, ma anche un pomeriggio di grande stress per gli operatori dell’informazione, che da settimane seguono la vicenda, ma soprattutto per la famiglia Perselli/Neumair, per ore in balìa di una straziante incertezza. Di quanto accaduto ieri, alla fine, una sola cosa è inconfutabile: attorno alle 18, con l’arrivo del buio e la visibilità ormai ridottissima, le operazioni di ricerca sono state sospese e riprenderanno questa mattina.

Le ricerche sul fiume

Un piccolo, ma agguerrito esercito di vigili del fuoco ha combattuto contro il fiume per tutta la giornata. Quella portata avanti nel pomeriggio è stata una battaglia per cercare di strappare all’Adige il corpo che giace, probabilmente incastrato, a una profondità di circa due metri. Un confronto durissimo perché ieri, la corrente nel fiume, ingrossato dalle recenti piogge e dallo scioglimento della neve in quota, era fortissima. Fino a quando è stato possibile, alcuni sommozzatori dei vigili del fuoco volontari hanno cercato, assicurati da una corda, di calarsi sul fondale in due distinte immersioni per cercare di esaminare più da vicino la zona. Una tenacia, la loro, che purtroppo non è stata premiata dai risultati sperati. La lotta con l’Adige e con la sua corrente ricomincerà stamattina, ovviamente nello stesso punto in cui era stata sospesa ieri. Stesso punto che, ovviamente, è stato messo in sicurezza in modo tale che la forza del fiume non trascinasse via, durante la notte, ciò che è stato avvistato ieri. Sul posto, erano presenti uomini e mezzi dei vigili del fuoco volontari di Laives, Ora e Vadena e anche i carabinieri della compagnia di Bolzano, comandata dal capitano Gennaro De Gabriele, che ha seguito di persona le operazioni. Per la sparizione di Laura Perselli e Peter Neumair il 18 gennaio scorso è stato indagato il figlio trentenne, Benno. Il giovane è in stato di fermo dal 29 gennaio ed è accusato d’aver tolto la vita a mamma e papà, nella serata del 4 gennaio, all’interno della casa dove vivevano tutti e tre, al civico 22 di via Castel Roncolo. Il duplice omicidio, secondo la procura, sarebbe avvenuto nell’appartamento al primo piano che la coppia stava valutando di prendere in affitto proprio per lui. Da lì, sempre secondo la tesi accusatoria, Benno avrebbe trasportato i corpi dei genitori fino al ponte Ischia-Frizzi (dove sono state trovate tracce di sangue di Peter) e li avrebbe gettati nel fiume.