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Bolzano. «Un grande murale, possibilmente sulla facciata di un edificio di via Roma, dove c’era una volta il Palaghiaccio. Voglio che Gino Pasqualotto venga ricordato così anche dalle giovani generazioni che forse non lo hanno mai visto giocare. Ma hanno sentito parlare del mitico 33 dai genitori e dai nonni». L’idea - sostenuta dal giornale Alto Adige - c’è e pure i finanziamenti, quello che manca è la facciata adatta ed è per questo che l’assessore Angelo Gennaccaro lancia l’invito ai bolzanini a farsi avanti. In realtà qualcosa si è già individuato: una è la scuola “Ugo Foscolo” di via Novacella, l’altro il grande condominio giallo dell’Ipes che si affaccia su piazza Don Bosco.
«Entrambi - dice Gennaccaro - avrebbero le caratteristiche giuste: facciate importanti con poche finestre. Solo che, nel caso di Pasqualotto, mi piacerebbe che il “suo” murale fosse in via Roma, perché è lì che il campione dell’hockey è diventato leggenda».
Gino se n’è andato il 19 giugno, a 64 anni, dopo una malattia tanto breve quanto aggressiva. A salutarlo al Palaonda sono arrivati centinaia di bolzanini di tutte le età: giocatori di ieri e di oggi, grandi appassionati di questo sport, intere famiglie. A conferma del forte legame tra la città e l’uomo che per anni è stato il simbolo dell’HC Bolzano.
Il ricordo
In molti hanno chiesto che Gino venga ricordato, magari con l’intitolazione di una strada o l’installazione di una targa. Ma il murale sarebbe un modo forse più “moderno” e che meglio interpreterebbe il carattere del grande campione. «Il murale di Pasqualotto - dice l’assessore Gennaccaro - potrebbe essere l’inizio di un modo nuovo di raccontare quei bolzanini che hanno fatto la storia della città o che sono stati protagonisti di qualche evento che, nel bene e nel male, hanno lasciato un segno».
Profilo di donna
Un esempio di quello che l’assessore Gennaccaro vorrebbe fare è in via Roen, dove sulla facciata anonima di un condominio, c’è una donna con lo sguardo rivolto verso una luce che irrompe in mezzo al buio della notte.
Il murale s’intitola “Ricorda la bellezza” ed è firmato da Matteo Picelli, 27 anni di Bronzolo, in arte “Egeon”.
L’artista ha trasformato la facciata grigia del condominio in un’opera d’arte.
Picelli aveva ottenuto un finanziamento da Comune e Provincia per realizzarlo e già in occasione della presentazione del lavoro - all’inizio di dicembre dello scorso anno - Gennaccaro aveva espresso l’intenzione di fare un bando, per consentire ad altri muralisti di trasformare le facciate grigie di certi palazzi in giro per la città, in qualcosa di vivo e colorato.
«Il mio progetto - aveva spiegato l’artista - è piaciuto a Comune e Provincia e mi hanno concesso un contributo che mi ha consentito di mostrare come un muro, senza neppure una finestra, possa trasformarsi in qualcosa di vivo che ti impone di fermarti, guardare, interrogarti sul significato».
Messaggio di speranza
Dal murale di via Roen arriva un messaggio di speranza: «Per tutti - aveva spiegato Picelli - e in particolare per chi rischia di farsi schiacciare dal pessimismo imperante e dai mille problemi di ogni giorno. Ma soprattutto un inno alla bellezza che c’è sempre anche in mezzo al buio della notte». Potrebbe essere così anche per Gino Pasqualotto, perché la morte non riesce a cancellare il ricordo di chi non c’è più. «Si tratta ora di trovare il muro “migliore” - dice Gennaccaro - perché il grande campione possa avere la massima visibilità. Poi indico il bando e vinca l’idea migliore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Entrambi - dice Gennaccaro - avrebbero le caratteristiche giuste: facciate importanti con poche finestre. Solo che, nel caso di Pasqualotto, mi piacerebbe che il “suo” murale fosse in via Roma, perché è lì che il campione dell’hockey è diventato leggenda».
Gino se n’è andato il 19 giugno, a 64 anni, dopo una malattia tanto breve quanto aggressiva. A salutarlo al Palaonda sono arrivati centinaia di bolzanini di tutte le età: giocatori di ieri e di oggi, grandi appassionati di questo sport, intere famiglie. A conferma del forte legame tra la città e l’uomo che per anni è stato il simbolo dell’HC Bolzano.
Il ricordo
In molti hanno chiesto che Gino venga ricordato, magari con l’intitolazione di una strada o l’installazione di una targa. Ma il murale sarebbe un modo forse più “moderno” e che meglio interpreterebbe il carattere del grande campione. «Il murale di Pasqualotto - dice l’assessore Gennaccaro - potrebbe essere l’inizio di un modo nuovo di raccontare quei bolzanini che hanno fatto la storia della città o che sono stati protagonisti di qualche evento che, nel bene e nel male, hanno lasciato un segno».
Profilo di donna
Un esempio di quello che l’assessore Gennaccaro vorrebbe fare è in via Roen, dove sulla facciata anonima di un condominio, c’è una donna con lo sguardo rivolto verso una luce che irrompe in mezzo al buio della notte.
Il murale s’intitola “Ricorda la bellezza” ed è firmato da Matteo Picelli, 27 anni di Bronzolo, in arte “Egeon”.
L’artista ha trasformato la facciata grigia del condominio in un’opera d’arte.
Picelli aveva ottenuto un finanziamento da Comune e Provincia per realizzarlo e già in occasione della presentazione del lavoro - all’inizio di dicembre dello scorso anno - Gennaccaro aveva espresso l’intenzione di fare un bando, per consentire ad altri muralisti di trasformare le facciate grigie di certi palazzi in giro per la città, in qualcosa di vivo e colorato.
«Il mio progetto - aveva spiegato l’artista - è piaciuto a Comune e Provincia e mi hanno concesso un contributo che mi ha consentito di mostrare come un muro, senza neppure una finestra, possa trasformarsi in qualcosa di vivo che ti impone di fermarti, guardare, interrogarti sul significato».
Messaggio di speranza
Dal murale di via Roen arriva un messaggio di speranza: «Per tutti - aveva spiegato Picelli - e in particolare per chi rischia di farsi schiacciare dal pessimismo imperante e dai mille problemi di ogni giorno. Ma soprattutto un inno alla bellezza che c’è sempre anche in mezzo al buio della notte». Potrebbe essere così anche per Gino Pasqualotto, perché la morte non riesce a cancellare il ricordo di chi non c’è più. «Si tratta ora di trovare il muro “migliore” - dice Gennaccaro - perché il grande campione possa avere la massima visibilità. Poi indico il bando e vinca l’idea migliore».
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