BOLZANO. Don Bosco ha tagliato il traguardo per primo. È in questo quartiere che debutta un presidente di circoscrizione del Movimento 5 Stelle. Eletto con i voti di Pd, Svp, Civica per Spagnolli e Verdi, Federico De Piccoli ieri ha cercato un chiarimento con il centrodestra, che mercoledì sera ha salutato la sua elezione al grido di «vergogna», «poltronari».
A Don Bosco e a Europa-Novacella (seduta convocata per martedì prossimo) le opposizioni avevano provato a fare un gioco di squadra per la presidenza. Dopo il voto dell’altra sera, Don Bosco ha invece un presidente dell’opposizione, appoggiato dall’attuale maggioranza comunale di Spagnolli.
De Piccoli, 29 anni, è un ingegnere originario della provincia di Treviso, da sempre vicino al Movimento 5 Stelle. Ieri ha pubblicato una lettera aperta a Marco Galateo (Lega) e agli eletti del centrodestra in cui ribadisce il suo progetto di circoscrizione «aperta», con presidenza a rotazione ogni anno, un progetto benedetto dai colleghi del M5S di Bolzano. Così De Piccoli.
Per giorni avete discusso con il centrodestra per una presidenza condivisa. Poi a sorpresa mercoledì lei si è candidato ed è passato con i voti di centrosinistra e Svp.
«Ho messo sul tavolo la proposta di mettere al centro il consiglio di quartiere e non più la presidenza, creando una sorta di gruppo di lavoro. Questo si è può ottenere grazie alla presidenza a turno, che garantisce la responsabilizzazione e il convolgimento di tutti. Il centrodestra non mi ha votato. Peccato. Ma insisto: punto al coinvolgimento di tutti, altrimenti cade tutto il progetto. Non sono certo qui per la poltrona. Il Movimento 5 Stelle è lontano anni luce da queste logiche».
Pensa veramente alla presidenza a rotazione?
«Certo. Se va tutto bene, tra un anno mi dimetterò e passerò il testimone a un altro presidente».
E se va male?
«Ho chiesto tre mesi di tempo fino a settembre, come scrivo anche a Galateo. Dopo la terza seduta del consiglio di quartiere proporrò ai consiglieri di votare se proseguire con il mio progetto di quartiere. Se non saranno d’accordo, mi dimetterò subito. In quel caso rinuncerò anche al compenso come presidente».
Si ritiene organico alla maggioranza di Spagnolli?
«No, non siamo né di destra né di sinistra. Voteremo tema per tema, avendo come unico obiettivo il bene pubblico. È la spartizione che blocca tutto, perché ci si divide automaticamente in due blocchi e non si persegue il bene dei cittadini»
Quali sono le sue idee per il quartiere?
«Alla prossima seduta del consiglio di quartiere chiederò a tutti di proporre i temi su cui discutere. In base alle idee organizzeremo l’agenda».
Lei è di origini trevigiane e vive a Rencio. Si sente pronto per un quartiere complesso e simbolico per Bolzano come Don Bosco?
«Mi hanno rimproverato anche questo».
Che è «foresto»?
«Sì. Ho risposto che secondo me è una opportunità, non un handicap. Non ho un background, ho la testa libera, possono approfittare di questo».
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