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LAIVES. Da 5 anni anche a Laives, opera la cooperativa “Canale scuola” che organizza laboratori per ragazzi affetti da dislessia, dalla quarta elementare alla terza media e che vanno sotto la sigla di «Aiutami a fare da solo». La dislessia è un disturbo di natura neurobiologica, che si manifesta con la difficoltà di riuscire a leggere, scrivere o calcolare in maniera corretta e fluente. Si tratta di un disturbo che non interessa il funzionamento intellettivo generale ma, appunto, solo determinate abilità che altrimenti un individuo svolge quasi automaticamente. Nel dislessico invece queste operazioni mentali possono essere svolte solo con il massimo impegno delle capacità e quindi, con fatica, proprio perchè non c'è automatismo. Si calcola che in Italia i dislessici siano il 3 o 4 per cento della popolazione.
E' stato in occasione dell'analisi del bilancio comunale di previsione 2013 che il consigliere comunale Giuliano Vettorato (Lega Nord) ha proposto alla giunta di Laives un’integrazione affinchè a questa iniziativa vengano destinati adeguati fondi in bilancio, temendo che, con la serie di tagli programmati dalla Provincia, il servizio possa anche chiudere o risultarne penalizzato.
«La mia proposta è stata bocciata dalla maggioranza - afferma Vettorato - anche se il sindaco si è impegnato per il futuro. Sappiamo che qui a laives i bambini con problemi di dislessia sono una ventina e per loro gli operatori lavorano circa 15 ore alla settimana».
Davide la Rocca, della cooperativa Canale scuola è il responsabile: «Il progetto “Aiutami a fare da solo” è nato 5 anni orsono - ricorda - e attualmente coinvolge 10 istituti comprensivi tra Bolzano e Laives, per un totale di 80 alunni, distribuiti tra scuole elementari e medie, tutti con problemi legati ai disturbi specifici dell'apprendimento, in particolare dislessia. A Laives nello specifico sono 19 e noi con il supporto di strumenti compensativi informatici, li aiutiamo ad aggirare le difficoltà, sia sul piano della lettura che della scrittura. Qui a Laives c'è un laboratorio al Centro Don Bosco dove, per un paio di ore alla settimana, i ragazzi vengono accolti dagli operatori spcializzati, che insegnano loro metodologie e strategie compensative e anche l'utilizzo del computer come strumento di lavoro per lo studio in autonomia. L'obiettivo finale del nostro lavoro - sottolinea La Rocca - è garantire a questi ragazzi una perfetta autonomia nello studio e il “successo scolastico”, come prevede anche una legge statale, la 170 del 2010».
Tutto bene insomma, sperando che non vengano ridotti i fondi destinati a questa iniziativa altrimenti, come ha fatto il consigliere Vettorato, sarebbe opportuno che intervenisse economicamente l'amministrazione comunale per sostenerla adeguatamente.
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