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LAIVES. Il territorio comunale di Laives è abbastanza carente in fatto di piste ciclabili, questo lo ammette anche Giovanni Seppi, assessore comunale all'urbanistica e viabilità.
Ma proprio lui avrebbe in serbo un progetto più ambizioso, che non è quello di realizzare spezzoni di piste ciclabili qua e là quando maturano le condizioni per farlo in seguito ad esempio a lavori stradali, bensì un vero e proprio "masterplan" che offra una visione più ampia e complessiva. «In effetti - dice Seppi - anche per la rete delle piste ciclabili sul territorio comunale di Laives c'è bisogno di un piano a lungo termine, un "masterplan" che prenda in considerazione tutte le situazioni e le necessità, offrendo così un visione globale di ciò che ci sarebbe da fare nel settore. Certamente, in questa fase il nostro territorio comunale è carente per quanto riguarda la rete delle ciclabili e un masterplan inoltre, sarebbe lo strumento ideale per indicare i collegamenti non solo interni ma verso altri territori comunali limitrofi, con i quali collegarsi facendo coincidere le rispettive piste. Questo studio generale servirebbe anche per la realizzazione dei vari piani di attuazione».
In linea generale, due sono le tipologie di piste ciclabili: quelle che hanno prevalentemente uno scopo ludico e dunque, servono più che altro per passeggiate all'aria aperta, collegandosi anche alla rete di ciclabili già realizzate dalla Provincia in tutta la Bassa Atesina e l'altra, che invece serve principalmente come collegamento vero e proprio fra la città e strutture di interesse pubblico come lido, stazione ferroviaria e zone produttive. La differenza sostanziale fra questi due tipi di piste riguarda la lunghezza, perché se per fare qualche sana pedalata, ai ciclisti non interessa proprio quanto sia lunga la pista; per quelle che raggiungono invece posti di lavoro, stazione e altro, è della massima importanza che siano le più brevi e dirette possibili, altrimenti finiscono inevitabilmente per essere snobbate da coloro che le dovrebbero utilizzare di più.
Ebbene, come piste ciclabili per passeggiare, tutto sommato i collegamenti a Laives esistono e percorrendo via Vadena si può raggiungere la pista ciclabile provinciale presso il ponte sull'Adige. Gli operatori turistici, da anni insistono affinchè si riesca a far aprire ufficialmente al pubblico (intanto si passa con tacito consenso a proprio rischio) la stradina privata in zona "Cervo", fra la stazione ferroviaria di Laives e l'argine dell'Adige, ma finora niente da fare. Invece va peggio per le piste ciclabili destinate a coloro che vanno a lavorare nelle zone produttive attorno alla città, così come per chi raggiunge lido e stazione ferroviaria. In questi casi, chi utilizza la bicicletta non ha altra possibilità che percorrere le strade dove passano anche tutti gli automezzi ed è un costante pericolo per tutti.
Nei piani comunali ci sarebbe il collegamento stradale (con marciapiede e pista ciclabile) fra vi Vadena e la zona industriale sud, che accorcerebbe di molto il percorso per chi va nelle fabbriche a lavorare, ma per adesso il progetto è stato congelato e semmai se ne riparlerà più avanti.
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