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BOLZANO. Sul museo Civico frustrato dalla crisi, dai progetti abortiti, da quelli frenati e dai fondi prima promessi, poi accantonati e infine svaporati, piovono due notizie. Una inattesa: il suo progetto digitale ("Suoni per vedere") ha vinto la selezione lanciata dal Maxxi di Roma tra tutti i musei e le istituzioni culturali italiane. L'altra attesa, meglio, attesissima: la Provincia non lascerà solo il Comune sulla strada per il risanamento. Dice Christian Tommasini: «Prometto l'impegno della giunta per definire i progetti e installare già in questa fase di commissariamento un tavolo congiunto Provincia-Comune per avere pronta la soluzione con la nuova giunta».
Questo vuol dire che nel 2016 il Civico avrà il suo futuro definito? «Vuol dire questo», conferma il vicepresidente. Che aggiunge anche due altre cose. La prima: saranno individuati i fondi necessari. La seconda, che tra i due progetti di minima e di massima sarà privilegiato quest'ultimo.
Quello di minima era la ristrutturazione "solo" del Museo Civico (7 milioni già messi a bilancio dall'ex assessora Trincanato), quello di massima è invece la creazione del Polo museale con il collegamento progettuale e anche funzionale tra il Museo di Ötzi e quello comunale con, in aggiunta, l'attuazione della sinergia col vicino Museion: «Avremo così la preistoria, con la mummia, la nostra storia col Civico e il contemporaneo con l'arte» promette Tommasini. E le soluzioni per la connessione Ötzi-Civico cono due: o un sottopasso che correrebbe due metri in profondità attraverso via Cassa di Risparmio, o un sovrappasso. Quest'ultima sta diventando un'alternativa sempre più presa in considerazione perchè si presterebbe a delineare un progetto visibile, esteticamente plausibile e offrirebbe un segno urbanistico alla connessione ideale e ideologica tra i due musei.
Il Civico, nel mentre, non si ferma. «Non potevamo muoverci materialmente, ci siamo mossi con la fantasia e la tecnologia», dicono i suoi funzionari. E Silvia Spada: «L'investitura del Maxxi è stata una sorpresa. Straordinaria. Ma anche la conferma che il lavoro che facciamo è di grande qualità». La direttrice sa che la selezione, a Roma, è stata durissima. Per individuare il miglior progetto digitale italiano in occasione del Digital Think-in, la Voce digitale dei musei del 4 novembre, era stata radunata una giuria di grande livello. Col Civico sono emersi alla fine, tra tutti i musei italiani, solo la Venerabile Fabbrica del Duomo di Milano, il castello di Racconigi, la fondazione Dionizetti e lo stesso Maxxi col suo nuovo sito web. «Per me che sono sempre stata vicina al museo, prima come assessora e adesso come funzionaria in Comune, è stato emozionante», aggiunge Patrizia Trincanato. Il progetto "Suoni per vedere" fa entrare in una nuova dimensione i visitatori. Ponendosi in un preciso punto, segnato, di fronte all'opera si ha la sensazione di librarsi nel tempo e nello spazio, immergendosi nell'epoca di cui l'opera fa parte. Un viaggio a ritroso. «È bello che ci sia capitato questo riconoscimento- aggiunte la Trincanato- proprio in un momento di grande crisi per il museo. Lasciato solo per troppo tempo nel suo desiderio di rilancio, bloccato dalla carenza di fondi e dai troppi progetti lanciati e poi sfumati. Ho messo a bilancio, poco prima di lasciare l'assessorato, i fondi per un primo risanamento. Ma è la Provincia che dovrà dire da che parte sta».
A poche ore dalla selezione del Maxxi, Tommasini l'ha detto. È una promessa. «Speriamo che non sia da marinaio come quella che ci ha fatto Durnwalder...», conclude l'ex assessora.


