BRUNICO. «Tre ponti, tre epoche, tre strutture»: si riassume così il progetto realizzato dallo studio Willeitarchitektur di Albert e Caroline Willeit di Gais e dallo studio d’ingegneria Sulzenbacher & Partner di Brunico che è stato insignito del “Premio Architettura Città di Oderzo 2012”. Si tratta della “musealizzazione” del vecchio ponte ad arcate in pietra lungo la strada statale della Val Pusteria in prossimità di Rasun che, dopo la realizzazione di un nuovo viadotto nel 2008, era destinato a essere abbattuto. Il progetto rientra nella valorizzazione di siti archeologici e storici promossa da anni in questa zona dall’amministrazione comunale di Rasun Anterselva.
Nel 1847 il ponte in pietra aveva preso il posto della precedente struttura in legno e per oltre 160 anni aveva sopportato il peso dell’intero traffico in Pusteria. Con la realizzazione del nuovo manufatto in cemento armato nel 2008, è stato abbandonato un tratto di strada di 180 metri comprendente anche il vecchio ponte. Invece di essere demolito o abbandonato, questo tratto di strada è stato risanato e riqualificato in una sorta di museo della viabilità della vallata.
In concreto una parte di strada è rimasta asfaltata, con il guardrail a fianco, e anche un tratto di ponte è stato lasciato com’era fin dal 1938 con gli storici parapetti ad arcate ormai quasi ovunque scomparsi. La parte rimanente è stata invece riportata alla situazione del 1847, sia per quanto riguarda la pavimentazione che le protezioni laterali. Il tutto è avvenuto sulla base dei progetti originali reperiti da Albert Willeit e Rudolf Tasser. Il progetto è stato completato con la sistemazione di vecchi paracarri provenienti dalla strada che porta a Passo Stalle, di un cippo chilometrico risalente al 1930 e di caratteristici pioppi che un tempo affiancavano le strade, anch’essi ormai quasi ovunque scomparsi. Sono state inoltre conservate le protezioni della scarpata, in parte in pietra e in parte a gabbioni, risalenti al 1985. È stata infine realizzata una scultura in acciaio che riproduce la Val Pusteria con tutte le località e le valli laterali e 12 pannelli che illustrano diversi temi riguardanti la viabilità, dall’antica strada romana al Vallo Alpino Littorio, dalla ferrovia al servizio postale.
Al progetto di musealizzazione dei due studi di architettura e ingegneria hanno partecipato anche il gruppo Gut e Josef March e hanno collaborato a vario titolo Herbert Berger, Maria Messner, Marco Pinzan, Klaus Ausserhofer, Rudolf Tasser e Florian Kronbichler.
La motivazione del premio, che ha valutato ben 128 progetti, è stata: «In un angolo della Val Pusteria la realizzazione del nuovo ponte consente di cogliere unitariamente razionalizzazione e stratificazione del processo di infrastrutturazione territoriale mantenendo in vita il significato delle diverse fasi del processo ed evitando scarti e abbandoni». Un premio speciale, quello alla committenza, è andato anche alla Provincia. I premi saranno consegnati ufficialmente a Oderzo il 24 novembre contestualmente all’inaugurazione di una mostra dei progetti premiati.
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