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BOLZANO. Antonio Megalizzi è morto il 14 dicembre, tre giorni dopo l’attentato di Strasburgo in cui era rimasto ferito. Il giovane reporter trentino è stato ricordato ieri al Twenty durante la consegna dei premi «Bolzano in Comune Awards 2018». A Megalizzi è stato dedicato il premio «Cronista dell’anno». La targa, con il volto del giornalista ucciso a 29 anni, è stata consegnata da Max Maglione e Paolo Florio alla fidanzata di Megalizzi, Luana Moresco, che ha ringraziato a nome della famiglia Megalizzi. Poche parole commosse da parte di Luana Moresco.
«Vi ringrazio a nome della famiglia Megalizzi», ha detto Luana Moresco, «Antonio sarebbe stato orgoglioso». Megalizzi stava passeggiando con due amiche al mercatino di Natale di Strasburgo, quando è stato colpito alla testa da un colpo sparato da Chérif Chekatt. Il giovane reporter si trovava a Strasburgo per seguire la sessione plenaria del Parlamento europeo per la radio Europhonica. Il giornalista trentino è diventato un simbolo della gioventù che ama l’Europa. Ai suoi funerali a Trento ha voluto esserci anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva accolto la salma all’aeroporto di Ciampino. E Mattarella ha ricordato Megalizzi nel suo discorso di fine anno: «Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia».
«Vi ringrazio a nome della famiglia Megalizzi», ha detto Luana Moresco, «Antonio sarebbe stato orgoglioso». Megalizzi stava passeggiando con due amiche al mercatino di Natale di Strasburgo, quando è stato colpito alla testa da un colpo sparato da Chérif Chekatt. Il giovane reporter si trovava a Strasburgo per seguire la sessione plenaria del Parlamento europeo per la radio Europhonica. Il giornalista trentino è diventato un simbolo della gioventù che ama l’Europa. Ai suoi funerali a Trento ha voluto esserci anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva accolto la salma all’aeroporto di Ciampino. E Mattarella ha ricordato Megalizzi nel suo discorso di fine anno: «Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia».


