BOLZANO. «Difficile trovare le parole, una frase per salutare per l’ultima volta il nostro grande Zoran. Non avremmo mai voluto pubblicare questa notizia. Possiamo solo dire che era un ragazzo solare, sempre con il sorriso, disponibile, pronto a scherzare, piaceva e amava la vita. Si vedeva nei suoi occhi, ragazzo sincero onesto. Mancherai molto a tutti ma rimarrai sempre nei nostri cuori. Riposa in pace. Ciao Zoran». Con queste parole la sua squadra di calcio, l’Olimpia Holiday Merano, ha ricordato il giovane precipitato in un dirupo, sulle passeggiate di Sant’Osvaldo.

Gli amici, quelli con i quali Zoran Tomic era cresciuto, sono sconvolti. Nessuno riesce ad accettare che quel ragazzo così per bene e a modo non ci sia più. «Era simpatico, sempre piena di gioia. Lui e il frawello Igor erano sempre insieme. Amava il calcio. Era un milanista sfegatato. Ha vissuto per qualche anno a Bolzano. Poi l’ho incontrato qualche settimana fa e mi aveva detto che era tornato a vivere a Lagundo. Che dire: sorrideva sempre», dice Gabriele Barbera, che lo conosceva dai tempi del calcio. «Non posso crederci. Sempre, sempre sorridente. Lo vedevo spesso in giro il sabato sera», dice Francesca Lo Monaco.

Drago Doderovic, proprietario del Bar Galvani, conosceva Zoran: «Siamo compaesani. Veniva spesso qui con il fratello. Quando ho saputo la notizia non ci volevo credere. Non c’è ingiustizia più grande e dolore più atroce di una madre che piange il proprio figlio. I genitori, brava gente e grandi lavoratori, sono originari di Zagabria, mentre i figli sono nati tutti qui in Alto Adige. Zoran veniva agli eventi, come fanno in tanti. Era un giovane molto educato. Non si tirava mai indietro se si trattava di dare una mano a un amico o a qualcuno in difficoltà. Era di compagnia, ovviamente. Usciva, andava in discoteca, ma stava alla larga dai guai. Non gli piacevano le risse. Perdere un figlio. La cosa più terribile che possa succedere». L’amico Antonio Orfanello lo ricorda così: «È difficile spiegare chi era Zoran. Io lo porto dentro di me per tutte le volte che siamo stati assieme e per tutto quello che era: un ragazzo sveglio, leale e disponibile. E soprattutto con il sorriso grande sempre in faccia una famiglia con il cuore grande».

Distrutti dal dolore la mamma Bojana e il papà Radoslav, così come il fratello gemello Igor, la sorella Maja e il fratello Mario. Il padre, che fa l’allenatore di calcio, e la madre non riescono a darsi pace. Sotto choc i fratelli di Zoran, che si sono chiusi in un silenzio assordante. I funerali si terranno domani pomeriggio, alle 15, presso la chiesa parrocchiale di Lagundo.

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