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BOLZANO. Questa è una storia per tutti, ma soprattutto per chi ha la disponibilità di un box per cavalli o qualche soldo che vuole donare al muso che vede qui a destra. Lui è Tosco, cavallo intero di due anni e mezzo sfuggito a un destino che fa venire la pelle d’oca. Nato in un allevamento per trottatori del mantovano (oggi chiuso) è stato subito escluso dal circuito dei puledri da corsa per un evidente problema fisico. «Ha una malformazione alle zampe posteriori - spiega Claudia Savegnago di Sos Ada che lo ha in stallo nei pressi di Verona - che gli impedisce di correre o di essere montato». Tradotto fuori dal mondo delle favole: un cavallo considerato inutile da tutti i settori economici salvo uno. Quello che lo trasforma in carne. «Grazie all’aiuto di molte persone siamo riusciti a salvarlo dal macello. Ormai aveva un destino segnato, oggi può sperare in qualcosa di meglio».
Il collegamento con l’Alto Adige è sospeso tra passato e futuro: ha passato alcuni periodi in questa terra e sempre questa terra sarebbe l’ideale per ospitarlo. «Servirebbe un box dove stare e qualcuno che sostenga le spese di mantenimento». Che possono variare. «Noi spendiamo 80 euro per 400 chili di biada e 400 chili di paglia e 60 euro per il cibo vero e proprio. In tutto 120 euro mensili, ma la nostra struttura non è perfetta per la vita di un cavallo». Dal punto di vista caratteriale Tosco è bello vispo. «È vivace perchè comunque giovane. Tende anche a mordere un poco, ma alla fine sa regalare affetto e intensità. Un cavallo che merita una vita normale».
È una storia che va controcorrente al concetto utilitaristico degli animali. La possibilità di dimostrare che un cavallo ha diritto di vivere normalmente anche senza promettere un qualche profitto: in pista, nel campo o nel piatto. Non è facile perchè ci vorrà, come detto, la disponibilità dei lettori che vorranno dare un soldo o un posto dove ospitarlo. Una mano tesa la troviamo dal maneggio bolzanino per bocca del responsabile Mauro Ferrari. «A noi il mantenimento mensile costa 400 euro, poi abbiamo bisogno di un volontario che si impegni a portarlo fuori una volta al giorno. Con queste condizioni noi siamo disposti a offrirgli sicuramente un box». L’alternativa è che qualche contadino, allevatore o professionista del settore si offra per una stalla, un recinto o una collocazione migliore, magari con altri cavalli come gli avelignesi. I contatti per proporsi sono quelli del giornale Alto Adige o direttamente Sos Ada al numero 389/1909412. La dignità di un animale oltre il denaro e l’utile: sì, è una storia per tutti.
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