SELVA GARDENA. Una grossa frana si è staccata ieri mattina, prima delle 10, da sotto il Piccolo Cir, sul territorio comunale di Selva Gardena. L'enorme massa di terriccio si è mossa da quota 2300 metri circa ed è scivolata verso valle fino quasi a quota 1600. Non ha creato, fortunamente, danni nè alle persone nè alle cose, ovvero gli edifici. Ma lungo il suo scivolamento ha stradicato un pilone della cabinovia che era in servizio fino a un mese fa e che sta per essere sostituita da un nuovo impianto a fune, e l'ha trascinato per una cinquantina di metri.
Le squadre dei vigili del fuoco volontari di Selva e degli operai del Comune hanno lavorando, a pieno regime, fino al tardo pomeriggio, per togliere la massa terrosa caduta da un piccolo ruscello che, in zona, rischierebbe di tracimare visto e considerato che le previsioni meteo non sono confortanti per i prossimi giorni.
Certo, s’è temuto il peggio a Selva. Mancavano pochi minuti alle 10 quando un passante ha avvisato i pompieri volontari della zona di quanto aveva visto. Per un po' di tempo si è anche temuto che qualcuno fosse stato travolto dal movimento franoso ma poi l'allarme è subito rientrato. I vigili del fuoco - prontamente intervenuti con diverse squadre dotate di attrezzature - hanno potuto così verificare che il movimento franoso, staccatosi sotto la cima del Piccolo Cir, era davvero imponente. Oltre un chilometro di lunghezza nel punto più alto, da dove si è staccato, e una larghezza fra i 200 e i 300 metri. Ulteriori verifiche, sul posto, hanno permesso di stabilire che la frana - in gran parte terriccio - aveva demolito e trascinato per una cinquantina di metri il pilone numero 15 della vecchia cabinovia, fortunatamente non in servizio.
«I danni sono contenuti - dice il comandante dei vigili del fuoco volontari di Selva, Josef Perathoner - ma la paura è stata notevole in tutto il paese. Le cause sono da attribuire, a mio parere, alle piogge continue degli ultimi giorni e al disgelo che interessa tutta la zona sotto il Piccolo Cir, dove c'è ancora della neve». I pompieri hanno avvisato subito il sindaco che s'è portato in quota, assieme al suo vice, per verificare di persona cosa era accaduto.
«Un fenomeno naturale - dice il primo cittadino Peter Mussner - che nulla a che fare con i crolli registrati negli anni passati in tutta la zona dolomitica. Qui è precipitata a valle un'enorme quantità di terriccio, senza alcun macigno. Le cause sono indubbiamente da ricercare nelle precipitazioni degli ultimi giorni oltre all'azione del disgelo».
Per i pompieri e per gli operai del Comune -prontamente allertati dopo il sopralluogo del geologo provinciale - c'è un lavoro che deve essere svolto al più presto e che potrebbe essere completato già nella mattinata odierna. Bisogna liberare il materiale franato da un piccolo ruscello che scorre in quota. «Per fortuna - dice ancora il sindaco - che l'acqua ha trovato uno sfogo naturale fra il terriccio franato. Ma dobbiamo essere sicuri e quindi il ruscello va ripulito il più possibile per evitare il rischio di tracimazione».
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