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BOLZANO. Primi effetti della visita del premier Letta a Bolzano e del memorandum firmato con il presidente provinciale Durnwalder. Nel decreto «del Fare», in votazione ieri al Senato fino a notte, sono stati introdotti gli emendamenti concordati per attenuare le liberalizzazioni e riformulare le distanze obbligatorie tra edifici. È stata invece disdetta la prima riunione tecnica sui temi finanziari pubblicizzata lunedì nel vertice di Palazzo Widmann con Letta e il ministro Delrio: i vertici della ripartizione Finanze di Bolzano e Trento erano attesi oggi a un incontro con i tecnici del ministero degli Affari regionali e delle Finanze. Ieri è arrivata la disdetta, causata da una riunione dei capi di gabinetto con i ministri. Una battuta d’arresto dopo il feeling esibito dal governo verso la Provincia. «La tutela della specialità è nel programma di governo. Ho il culto dell’autonomia», ha rivendicato Letta. Soddisfatto del memorandum il sindaco Luigi Spagnolli: «Un bel successo per l’autonomia. È importante ottenere l’autonomia fiscale, che garantisca il potere di riscossione alla Provincia, che girerebbe poi a Roma il 10%».
Stop liberalizzazioni. Alcuni interventi per restituire libertà di manovra alla Provincia fanno parte delle azioni previste «in tempi rapidi» nel memorandum. Il freno alle liberalizzazioni del commercio è una priorità di Palazzo Widmann, che si è scontrato con l’impugnativa del governo contro la legge provinciale. Nel decreto «del Fare» è entrato questo emendamento: «Nel rispetto della normativa europea, le Regioni e Province autonome a statuto speciale il cui territorio insediato, in base ai dati Istat, è inferiore al 5% e la cui superficie oltre i 1600 metri supera il 50% possono prevedere all’interno dei propri ordinamenti il divieto di esercizio dell’attività commerciale nel verde agricolo e/o alpino, nonché limitarlo nelle zone produttive destinate prioritariamente all’insediamento delle attività produttive».
L’urbanistica. Inserita anche una norma ad hoc per Bolzano e Trento sulle distanze. Anche in questo caso una sentenza della Consulta ha fissato il rispetto anche a in Alto Adige della distanza minima di 10 metri. L’emendamento votato ieri al Senato prevede che «ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento civile, con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono provvedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al dm 2 aprile 1968, n 1444 e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi nell' ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali ad un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali».
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