MERANO. Strano da dire, ma l'ordine religioso delle Suore della carità dell'Ordine teutonico di Lana, è pronto ad invadere la città di Merano. Non alla conquista, si badi bene, di chissà quale bottino, bensì di terreni sui quali poter realizzare... opere di bene. Come ad esempio una nuova casa di riposo o per lungodegenti, strutture insomma che in riva al Passirio mancano, tanto più oggi che l'unica esistente, la Sant'Antonio gestita dalla fondazione Pitsch, ha bisogno di un enorme restyling da 9 milioni di euro.

E quale migliore fazzoletto di terreno da trasformare se non l'orto dei Cappuccini di via Goethe? Non siamo in presenza di uno scherzo tardivo di Carnevale. L'ultimo "acquisto", in ordine temporale effettuato dalle suore di carità dell'ordine teutonico di Lana, è tutta la proprietà dei padri cistercensi di Maia Bassa lungo la variante est per Scena, i terreni che circondano la chiesetta di San Valentino, meleti e vigneti compresi. I padri cistercensi li hanno ceduti all'ordine delle Suore di carità per novant'anni al prezzo simbolico di un euro.

Ora la congregazione religiosa, che nel Burgraviato gestisce già le case di riposo di Foiana e Tesimo, oltre alla centro lungodegenti Sant'Anna di Lana, punta diritta su Merano. A onor del vero, a muoversi non sono le suore in prima persona, giustamente impegnate nella loro missione di carità e preghiera, ma l'economo generale, il meranese Sepp Haller, introdotto alle delicate mansioni di amministratore di parte delle proprietà religiose dell'Alto Adige dall'Opera Serafica dei padri Cappuccini, organismo nel quale in passato ha svolto il ruolo di direttore per alcuni anni. Ma torniamo all'orto dei Cappuccini, l'ultimo appezzamento verde a ridotto di porta Venosta, tutelato dalla sovrintendenza alle belle arti e anni fa già oggetto di uno "sfregio" che aveva sollevato grandi polemiche. L'impreditore edile Bernhard Alber aveva costruito sotto l'orto un tunnel di collegamento tra la via Goethe e il nuovo complesso residenziale costruito dal suo gruppo imprenditoriale, come pure al parcheggio Plaza. Ora di nero su bianco, bisogna precisarlo, non c'è ancora nulla, ma nel corso del mese di maggio proprio l'economo generale delle Suore di carità Sepp Haller avrà un incontro chiarificatore con i vertici dei padri Cappuccini. Oggetto dell'incontro proprio il futuro dell'orto dei Cappuccini di via Goethe. È lo stesso Haller ad ammetterlo, anche se questa sembra essere solo una delle opzioni che l'economo sta valutando, non l'unica si affretta a ribadire. Maggiori dettagli però l'economo non li fornisce. Le Suore di carità dell'ordine teutonico di Lana non sono una novità per il Comune di Merano: tra i due enti esiste già una convenzione riguardante proprio il settore assistenziale. La casa di riposo di Tesimo, ma ultimamente anche quella di Foiana, completamente ristrutturata nel 2011, ospitano una quarantina di anziani meranesi per i quali non c'era posto nelle strutture di accoglienza meranesi.

E allora perchè non pensare a una struttura direttamente in centro a Merano, si saranno detti a Lana? «Oggi per un Comune - spiega Sepp Haller - costruire una casa di riposo non è facile. Ogni posto letto costa circa 200 mila euro, ma la Provincia riconosce un costo massimo di 115 mila euro sui quali concede un contributo del 60%. Se fossimo noi a costruire un nuovo centro per lungodegenti a Merano, il Comune non dovrebbe spendere neppure un euro».