BOLZANO. L’ultima valle dolomitica priva di impianti di risalita ha i mesi contati. A primavera 2019 entrerà in servizio una nuova funivia, da Tires fino a Carezza. Un impianto da 13 milioni di euro finanziato da 150 soci locali, in grado di collegare San Cipriano alla malga Frommer. Il via libera definitivo arriverà questa mattina da parte della giunta provinciale, che approverà l’integrazione al piano degli impianti di risalita dei comuni di Nova Levante e Tires, nonostante nella commissione provinciale preposta pare che il progetto sia passato con una maggioranza risicata, di 6 voti a 5. Un regalo per molti, in particolare per il Cyprianerhof Dolomiti Resort: la stazione a valle del nuovo impianto starà dall’altra parte della strada rispetto al lussuoso albergo con centro wellness e piscina all’aperto pure in pieno inverno.

La valle di Tires, per via della quota relativamente bassa, dell’esposizione a meridione e della protezione dai gelidi venti settentrionali fornita dalle alte pareti meridionali dello Sciliar, gode di un clima eccessivamente mite. La neve resiste poco. Ergo, non è vocata allo sci. Unico esperimento, uno skilift aperto negli anni Sessanta, proprio sui prati del Cyprianerhof. Tires, ai margini del parco naturale Sciliar Catinaccio, per via dei ripidi pendii circostanti non è vocata nemmeno allo sci nordico. Negli ultimi decenni, però, si era ricavata una sua precisa nicchia di mercato, attirando turisti di alto bordo amanti del silenzio, dell’attività all’aria aperta, della natura tout court. Anche in pieno inverno: si era puntato molto sulle escursioni colle ciaspole. Tutto bello, ma evidentemente non bastava. Non bastava a Tires, dove, come precisa l’amministratore della società per azioni Tierser Seilbahn, il commercialista Paul Jakomet, «ogni anno si registrano 120 mila pernottamenti, soltanto 30 mila dei quali però nella stagione invernale». E non bastava soprattutto a Carezza, dove la stazione sciistica, da un decennio in fase di rilancio, è assetata di nuovi sciatori, indispensabili per rientrare negli ingenti investimenti effettuati, abbattere gli elevati costi fissi e diventare così effettivamente redditizia. Per ampliare il bacino di utenza e sfruttare i posti letto altrui, al di là di quelli di Carezza e Nova Levante, prima si era tentato con i fassani, progettando un doppio collegamento tramite soli impianti di risalita fra Moena-Soraga e il passo Costalunga. Ma la politica trentina aveva messo i bastoni fra le ruote: la società era quindi stata messa in liquidazione. Ci si era allora rivolti ai colleghi dell’altra sponda della val d’Ega, ideando un collegamento, sempre esclusivamente funiviario, da Nova allo Ski Center Latemar, ma i cugini di Obereggen avevano detto di no: per ora esistono troppo pochi posti letto, si rischiava solo di scipparsi clienti a vicenda fra le due località turistiche.

E allora, non è rimasto che rivolgersi a Tires, dove non si aspettava altro che ampliare la stagionalità turistica anche all’inverno. Potenziando al contempo la stagione estiva, perché il nuovo impianto funzionerà anche - se non soprattutto - nella bella stagione e permetterà agli escursionisti di arrivare direttamente da Tires al rifugio Coronelle. Come già accaduto per la recente cabinovia Nova Levante-Frommer, si sono cercati finanziatori locali. In tanti, a Tires e Nova, hanno creduto al progetto: ben 150. «Il bando di gara da 9,7 milioni di euro per la parte elettromeccanica - spiega Jakomet - è già stato concluso; ha vinto Doppelmayr. In totale, opere civili comprese, l’impianto costerà 13 milioni. Per impattare il meno possibile sull’ambiente, niente pista da sci, la linea aerea starà alta sui boschi e si servirà di soli quattro piloni, per abbattere il minor numero possibile di alberi». Sarà una classica funivia a va e vieni con due cabine da 60 posti e uno sviluppo di 3,7 km, circa il medesimo della cabinovia Nova Levante - Frommer. Il tempo di viaggio sarà leggermente inferiore, fra i 9 e i 10 minuti. «Il progetto - conclude - è stato sostenuto e approvato dai comuni interessati, Tires e Nova Levante».