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BOLZANO. «Una tragedia che ha colpito una persona, una famiglia, ma anche un’intera comunità». A parlare è padre Lucian Milasan, della comunità ortodossa romena di Bolzano. Insieme al fratello Gabriele, Nicoleta Caciula ne era un membro attivo, nonostante la distanza tra Brunico e il capoluogo.
«La conoscevo solo di vista, ma appena ho visto la sua foto sul giornale l’ho riconosciuta. Pure con il lavoro in fabbrica e la distanza, la domenica lei c’era, per la messa e per la confessione. Il nipote, invece, l’ho intravisto solo di sfuggita, alla messa nella cappella dell’ospedale di Brunico. Era passato velocemente perché poi doveva andare al lavoro. Frequenta la nostra comunità il padre del ragazzo, fratello di Nicoleta: l’anno scorso ho benedetto la sua nuova casa, a Brunico. Per noi romeni ortodossi la benedizione della casa è un atto fondamentale» prosegue padre Lucian, guida di una comunità di migliaia di fedeli che trova nella chiesa un punto di riferimento.
Un gruppo compatto, amorevole, come testimonia la raccolta fondi organizzata per il rimpatrio della salma della donna. Il corpo di Nicoleta Caciula potrà tornare in Romania una volta concluse le indagini e ottenuto il nulla osta della Procura per la sepoltura. «Siamo in stretto contatto coi suoi genitori, che vivono in Romania. Non siamo qui per condannare chi sbaglia, ma per essere vicini alle persone che soffrono. La raccolta fondi per il rimpatrio non è così onerosa, d’altra parte oggi esistono ditte che trasportano le salme a prezzi ragionevoli. È soprattutto un modo per aiutare dove possiamo e per esprimere la nostra vicinanza alla famiglia. Preghiamo per trovare la forza di affrontare questo dolore». Così padre Lucian Milasan tiene insieme una comunità vasta, quasi sempre integrata a fondo nella nostra provincia, eppure ancora capace di stringersi attorno a una donna e alla sua famiglia. (s.m.)
«La conoscevo solo di vista, ma appena ho visto la sua foto sul giornale l’ho riconosciuta. Pure con il lavoro in fabbrica e la distanza, la domenica lei c’era, per la messa e per la confessione. Il nipote, invece, l’ho intravisto solo di sfuggita, alla messa nella cappella dell’ospedale di Brunico. Era passato velocemente perché poi doveva andare al lavoro. Frequenta la nostra comunità il padre del ragazzo, fratello di Nicoleta: l’anno scorso ho benedetto la sua nuova casa, a Brunico. Per noi romeni ortodossi la benedizione della casa è un atto fondamentale» prosegue padre Lucian, guida di una comunità di migliaia di fedeli che trova nella chiesa un punto di riferimento.
Un gruppo compatto, amorevole, come testimonia la raccolta fondi organizzata per il rimpatrio della salma della donna. Il corpo di Nicoleta Caciula potrà tornare in Romania una volta concluse le indagini e ottenuto il nulla osta della Procura per la sepoltura. «Siamo in stretto contatto coi suoi genitori, che vivono in Romania. Non siamo qui per condannare chi sbaglia, ma per essere vicini alle persone che soffrono. La raccolta fondi per il rimpatrio non è così onerosa, d’altra parte oggi esistono ditte che trasportano le salme a prezzi ragionevoli. È soprattutto un modo per aiutare dove possiamo e per esprimere la nostra vicinanza alla famiglia. Preghiamo per trovare la forza di affrontare questo dolore». Così padre Lucian Milasan tiene insieme una comunità vasta, quasi sempre integrata a fondo nella nostra provincia, eppure ancora capace di stringersi attorno a una donna e alla sua famiglia. (s.m.)


