BOLZANO. Una comunità di alloggi dove convivano più generazioni: all’estero ci sono già molte esperienze di studenti che abitano gratis nell’alloggio di una persona anziana in cambio di un po’ di compagnia o di qualche piccolo aiuto per sbrigare le faccende domestiche. Reinhard Prossliner, direttore della Casa di riposo Villa Serena di via Fago, spera che in un futuro vicino soluzioni come queste possano diventare un’alternativa all’ingresso in casa di riposo o alla badante. Intanto, si dà da fare per far sì che a Villa Serena accanto ai 76 ospiti ci sia sempre un certo numero di giovani volontari. «L’anagrafe - spiega - dà loro una marcia in più e poi hanno energia da vendere: portano una ventata di benefica leggerezza agli anziani costretti a convivere spesso con il senso di solitudine e gli acciacchi dell’età».

Del gruppo giovani fa parte Valeria Finetto, capelli lunghi, occhioni scuri, sorriso accattivante, ha 18 anni, frequenta il liceo linguistico e sogna di fare un giorno la giornalista: è alla sua seconda esperienza in casa di riposo. «L’estate - dice - è lunga e questo è un modo intelligente di passare il tempo. Resterò qui fino al 25 luglio. Mi dà soddisfazione rendermi utile: oggi ad esempio abbiamo fatto assieme i fiori di carta. Com’è nata l’idea? Da mia mamma che lavora alla clinica Santa Maria».

La volontaria spagnola. Beatriz Aguado, fascino spagnolo, ha dieci anni di più ma lo stesso entusiasmo di Valeria, tanto da tenere nel cassetto il diploma da truccatrice effetti speciali, per partecipare al progetto di volontariato europeo. È arrivata a Villa Serena il 1º aprile e se la cava già alla grande con l’italiano: resterà a Bolzano un anno. «Quest’esperienza mi piace al punto che quando tornerò a Madrid voglio fare qualcosa di simile ma con i bambini».

Tra i volontari che frequentano abitualmente Villa Serena anche Armando Bergamaschi, bolzanino, 80 primavere e un passato da dirigente di banca: «Ho cominciato anni fa, perché venivo tutti i giorni a trovare mio cognato. Quando è morto, ho deciso che avrei potuto dedicare due giorni alla settimana ad una buona causa. Una volta proietto dei film, l’altra leggo i giornali. Gli ospiti mi aspettano e questo mi fa dire che ne vale la pena».

Villa Serena, immersa nel verde del parco con alle spalle le passeggiate del Guncina, è forse la più bella delle quattro case di riposo gestite dall’Assb: in programma ci sono un nuovo ascensore grande e un Winter Garden da realizzare il prossimo anno. Ma al di là dell’aspetto estetico, di buono c’è che chi ci lavora fa di tutto per far sì che gli ospiti si sentano a casa, cercando, nel limite del possibile, di venire incontro alle esigenze dei singoli.

La badante. Lucia Gorretta, 94 anni, arrivata da pochi mesi in via Fago, a casa era abituata ad alzarsi presto e le responsabili di piano, Angela Gigliotti e Cristina Pilla, cercano di accontentarla: lei è la prima ad essere aiutata ad alzarsi, lavarsi e scendere a fare colazione. «Mi trovo benissimo - assicura la signora - per me è come essere in albergo: leggo il giornale, lavoro ad uncinetto e ogni giorno passa mio figlio a trovarmi. Non ne potevo più di stare con la badante».

Anche Eligio Baruffaldi, 71 anni, è un ospite recente: come capita spesso ha cominciato con un ingresso temporaneo. Si è trovato bene e ha deciso di rimanere. «Arriva un momento in cui è difficile stare in casa da soli: qui ti curano. Inoltre mio fratello e mia sorella vengono tutti i giorni a trovarmi».

Natalia Casagranda qualche tempo fa si è trovata ad un bivio: prendere una badante per aiutarla ad assistere il marito Guerrino oppure fare domanda in casa di riposo.

La scelta. «La prima soluzione l’ho scartata subito - spiega la signora Casagranda - per me sarebbe impensabile avere in casa una badante. È così che ho preso in considerazione per la prima volta l’ipotesi di mettere mio marito in una struttura. Prima un soggiorno temporaneo, si è trovato bene e ho deciso che questa è la soluzione migliore. Ha partecipato anche al soggiorno marino: gli è piaciuto al punto che vorrebbe tornarci a settembre». Per Guerrino Trotto, 76 anni, il distacco da casa è stato soft, anche perché la moglie passa tutti i giorni a trovarlo.