BOLZANO. Grande emozione ieri, 6 maggio, alla 47^ Assemblea Ordinaria di USSA (che da più di 40 anno lavora per promuovere lo sport sul territorio dell'Alto Adige) al Parkhotel Laurin di Bolzano, dove è stata consegnata l’onorificenza speciale “Una vita per lo sport” al giornalista Michele Bolognini, voce dell’Hockey Bolzano, morto lo scorso febbraio a soli 46 anni.

La targa è stata ritirata dalla moglie Daniela, dai figli Simon e Nicolò e dalla sorella Laura. “Abbiamo deciso di rendere il giusto merito a Michele

Bolognini – ha spiegato il presidente di USSA Paolo Trotter – un professionista esemplare e una persona speciale, come possono confermare tutti coloro che l’hanno conosciuto: grazie alla sua penna

e alla sua voce ha raccontato lo sport della nostra provincia con impegno e competenza, contribuendo alla sua promozione e diffusione. Ci ha lasciati troppo presto, ma non dimenticheremo ciò che ha dato”.

Quella di ieri è stata la prima assemblea del nuovo direttivo USSA, presieduto da Paolo Trotter, che ha raccolto il testimone di Carlo Bosin: “E’ lui il fautore e l'artefice dei successi dell’USSA – così Trotter –

e, se oggi sono qui, il merito è suo”. Del direttivo fanno parte i consiglieri Christian Battisti, Marco Comarella, Francesco Iurlaro, Franco Masocco, Massimo Moretti, Giovanni Romano, Carlo Alberto Valer, Gianni Volpe, Pietro Bruschi e Rodolfo Saretto.

Guardando al 2021, anche USSA ha dovuto ancora fare i conti con la pandemia: “L’emergenza Covid ha lasciato il segno soprattutto nei primi mesi coincidenti con la stagione sciistica, che è stata completamente cancellata – ha detto Trotter –, noi abbiamo cercato poi di aiutare le famiglie, principalmente nei periodi extrascolastici, organizzando camp sportivi e ludici sia nel periodo di Carnevale, sia durante l’estate che durante le vacanze di novembre, grazie alle strutture del“Drusetto”, della Pista Zero e della Sport City”.

USSA auspica comunque un maggior coinvolgimento e collaborazione tra istituti scolastici, attività sportive e famiglie: “Mi rivolgo soprattutto ai docenti – ha aggiunto il presidente – per ricordare che il giovane studente o scolaro, quando chiede di essere esentato da qualche compito in classe o di poter lasciare la lezione anzitempo per poter partecipare ad una competizione, lo chiede senza altri fini particolari, ma soltanto per poter essere sul campo di gara per partecipare. Noto spesso che tra i

docenti c'è poco interesse alla vita sportiva degli studenti”.

Un’altra problematica espressa da USSA è quella riguardante il metodo degli appalti, che mal si sposa con il mondo dell’associazionismo sportivo: “Gli appalti non garantiscono giocoforza gestori di qualità e, anzi, rischiano di incidere negativamente sulle attività che vedono coinvolti, nel nostro caso, molte ragazze e ragazzi”, ha precisato Trotter. Un esempio è quello riguardante il Centro Tennis USSA, che rischia di perdere la gestione dei campi di via Parma a favore di un’impresa a scopo di lucro in arrivo

da fuori provincia.