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CALDARO. Vere pizze napoletane cotte al forno, prosciutto crudo, salame, capocollo, pecorino dalla Toscana e dessert di Ricotta e Mirtillo del Cimone. I piccoli grandi artigiani del gusto che i «Pirati del Lago di Caldaro» Andrea Moser e Gerhard Sanin, hanno incontrato nel loro viaggio in bicicletta attraverso l’Italia hanno ricambiato, venerdì scorso la visita. Presso il Weincenter di Caldaro le due cantine che recentemente hanno avviato il progetto di fusione hanno festeggiato il successo dell’iniziativa di promozione del più importante vino di Caldaro che tanto successo e interesse ha suscitato in tutta Italia. Andrea Moser e Gerhard Sanin, i due enologi della nuova cantina di Caldaro, hanno infatti organizzato a maggio un viaggio in bicicletta che li ha portati da Caldaro fino a Capri. E con loro hanno portato il Kalterersee, il vino che si produce soprattutto a Caldaro, sulle sponde del lago e sulle colline che lo circondano. In questo viaggio di oltre mille chilometri con un tandem i due kellermeister hanno incontrato cuochi, artigiani del cibo, appassionati di vino; si sono fermati in alcune delle più belle località italiane e hanno brindato in alcune delle piazze più famose: Piazza di Spagna, Piazza Navona. Hanno pranzato sul lago d Bracciano e sulle colline senesi. Nei mercati, compresi quelli del pesce, hanno sperimentato abbinamenti con questo particolare vino. Insomma hanno raccontato l’Alto Adige in un modo nuovo, grazie all’incrocio con altre cucine e altre culture. È su queste basi che si origina il progetto “Pirati del Kalterersee”, attraverso il quale Andrea Moser e Gerhard Sanin hanno unito la passione per la bicicletta e il desiderio di mettersi alla prova al grande amore per la loro terra. Nei giorni scorsi alcuni degli artigiani del gusto che Moser e Sanin hanno incontrato sulla loro strada hanno ricambiato la visita. Tra questi Giovanni Mandara, pizzaiolo “cult” che a Reggio Emilia è divenuto famoso con la sua pizzeria Piccola Piedigrotta, poi i salumi toscani e altre delizie. La festa nella notte di Caldaro è stata l’occasione per suggellare una iniziativa fuori dagli usuali schemi della comunicazione altoatesina che ha incontrato un grande successo. Ne hanno parlato un po’ tutti, piccoli blog e i grandi giornali nazionali. Un evento che ha ridestato l’attenzione sul vino principe, fino a qualche anno fa dell’Alto Adige e che sta conoscendo una fase di difficoltà dovuta anche a fattori naturali come la presenza di del moscerino dei ciliegi che rischia di decimare la produzione. Insomma il vino di Caldaro ha trovato i suoi eroici cavalieri, anche se in questa occasione si sono travestiti da pirati.


