BOLZANO. Adesso si parte per davvero con le unioni civili per le coppie omosessuali. Si «deve» partire, anche in Alto Adige. Lo chiarisce la circolare che il ministero dell’Interno ha inviato al Commissario del governo di Bolzano Elisabetta Margiacchi, insieme ai prefetti del resto d’Italia. È in vigore da venerdì il decreto legge «ponte», pubblicato giovedì sulla Gazzetta ufficiale, che disciplina la prima fase di applicazione della legge sulle unioni civili. Il decreto contiene le formule che dovranno essere lette durante il rito in Comune. E giovedì è partita anche la circolare del ministero destinata ai prefetti, invitati a collaborare e allo stesso tempo vigilare sui Comuni perché le unioni vengano celebrate. Da ieri i Comuni sono tenuti a predisporre i registri e stampare i moduli. Insomma, la legge c’è e si deve applicare. Così scrive il capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali Elisabetta Belgiorno nella circolare inviata a Palazzo Ducale: «Nella prospettiva di garantire la corretta e celere attuazione di una così rilevante riforma dell’ordinamento è necessario assicurare un controllo, di natura collaborativa, sulla corretta osservanza della nuova disciplina, mediante una continua vigilanza sull’esercizio delle funzioni di stato civile».

In Alto Adige servirà un passaggio ulteriore. Il Commissariato del governo dovrà curare la traduzione dei moduli destinati ai Comuni.

«Contiamo che saranno necessari solo pochi giorni per la traduzione», informa Andreas Unterkircher dell’associazione Centaurus, «Aspettiamo questo momento da talmente tanti anni, che qualche giorno di ritardo non sarà la fine del mondo. Non vedo l’ora di vedere, finalmente, queste coppie omossessuali unite davanti alla legge». Nei municipi altoatesini non si sta muovendo ancora nulla. Andreas Schatzer, presidente del Consorzio dei Comuni, riferisce: «Avevo capito che i moduli sarebbero stati disponibili solo verso la fine di agosto. Lunedì (domani, ndr) mi informerò meglio». A Bolzano non è stata creata una lista di attesa delle coppie interessate, informa l’assessore Angelo Gennaccaro: «Sono in contatto quotidiano con gli uffici proprio per capire come dobbiamo muoverci». Così anche Christian Bianchi, sindaco di Laives: «Fino ad ora non siamo stati contattati da coppie. Quando saranno disponibili i moduli e qualcuno si farà avanti, partiremo». Centaurus in questi giorni ha ricevuto solo due richieste di informazioni, riferisce Unterkircher, «ma sono sicuro che a breve la situazione sarà molto più vivace e scommetto anche su un bel “turismo” matrimoniale di coppie che verranno a sposarsi tra le nostre montagne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA