BOLZANO. «A nome della Provincia inviterò il capo dello Stato a venire in Alto Adige: servirebbe a ricucire gli strappi e riportare un clima di distensione». Ufficialmente la decisione verrà presa nella riunione di lunedì del Pd, ma ufficiosamente si sa già che il 17 a Roma, alla seduta congiunta delle Camere con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per festeggiare i 150 dell'Unità d'Italia, andrà il vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini. Alla cerimonia ufficiale sarà presente pure il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli. In realtà, anche l'assessore Roberto Bizzo avrebbe voluto partecipare alla cerimonia prevista nella capitale, però ci sono le manifestazioni bolzanine che non possono essere trascurate.

NELLA CAPITALE.
Giovedì mattina alle 8.30 Tommasini sarà in piazza Municipio per l'alzabandiera, momento ufficiale della manifestazione per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Quindi, partirà per Roma. La seduta congiunta delle Camere è prevista per le 16.30. «Spero - dice Tommasini - di poter parlare anche solo per un attimo - e se non sarà possibile quel giorno lo farò successivamente - con il presidente Napolitano. Voglio rinnovargli l'invito a nome della Provincia - per primo si era mosso il presidente Durnwalder che lo aveva anticipato in occasione del forum fatto presso il nostro giornale - a venire quanto prima in Alto Adige. Napolitano, che quando è stato ministro degli Interni ha avuto un'attenzione particolare per questa terra, gode di grande stima anche tra la popolazione sudtirolese. La sua è una figura che unisce ed è di questo che abbiamo bisogno dopo settimane di tensioni. Oggi più che mai sarebbe importante una visita del presidente della Repubblica in Alto Adige: contribuirebbe a rasserenare il clima».
I FESTEGGIAMENTI. Mentre Tommasini, dopo il no di Durnwalder, sarà a Roma a rappresentare la Provincia o come precisa lui "a rappresentare tutti coloro che intendono festeggiare"; l'assessore Bizzo sarà a Bolzano: al mattino alla cerimonia dell'alzabandiera, al pomeriggio alle 17 all'auditorium di via Dante, per il concerto della fanfara dei carabinieri preceduto da una sfilata. «Avrei voluto - dice Bizzo - esserci anch'io nella capitale ma l'evento romano e quello locale sono di fatto in concomitanza, non ci sono alternative».
Tra gli appuntamenti ufficiali, in programma il 16 marzo al teatro Cristallo, il concerto «Italia 150 anni di musica» dell'Istituto Vivaldi. «Sarà un mix - spiega Tommasini - di storia e musica: la storia del nostro Paese rivisitata attraverso le musiche di Giuseppe Verdi». Il vicepresidente della Provincia insiste sulla necessità di lasciar perdere le polemiche che - non solo in Alto Adige, ma qui come di consueto hanno assunto una connotazione etnica - stanno rovinando l'atmosfera di questo storico anniversario. «Le tensioni hanno fatto passare in second'ordine il fatto che questa è un'occasione di festa, perché questo è un Paese dove, pur con una serie di problemi, ci sono dei valori che accomunano tutti come la democrazia, la solidarietà, le pari opportunità tra nord e sud».

SGARBI.
Intanto proseguono le polemiche sul paragone fatto da Vittorio Sgarbi: italiani come ebrei sotto Hitler. «Sgarbi - commenta la presidente del consiglio provinciale Julia Unterberger - prima ha messo in relazione la situazione degli italiani in provincia con quella degli ebrei sotto Hitler, adesso parla di ghetti. È stato bello vedere come l'intera provincia ha reagito con un rifiuto unanime alle provocazioni: partiti, associazioni e organizzazioni, rappresentanti dello Stato e privati cittadini, di tutti i gruppi linguistici». «Al di là di ogni differenza - prosegue la presidente - esiste un comune sentire e il rispetto reciproco tra i gruppi linguistici è visto come un valore al quale si vuole restare ancorati: c'è la speranza che in futuro potremo risolvere insieme anche le questioni più spinose, dialogando tra noi e senza lasciare spazio a incendiari che vengono da fuori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA