Bolzano

Università, le lacrime per la morte del professor Tonon

Cordoglio nel mondo accademico, il rettore Paolo Lugli: «La salvaguardia della natura era una delle sue grandi passioni». Era ordinario alla facoltà di Scienze e tecnologie e grande esperto di ecologia forestale.



BOLZANO. Profondo cordoglio nella comunità universitaria di Bolzano e non solo per l’improvvisa morte avvenuta l'altro giorno a 55 anni del professor Giustino Tonon, ordinario alla facoltà di Scienze e tecnologie a unibz. «La Libera Università di Bolzano ha perso un professore, collega e amico stimato da tutti», afferma il rettore Paolo Lugli.

«La salvaguardia della natura era una delle sue grandi passioni. Il professor Giustino Tonon è mancato inaspettatamente e troppo presto in mezzo alle sue amate Dolomiti», ancora il ricordo dell’università.

L’apprezzato professore della facoltà di Scienze e tecnologie era un esperto di scienze ed ecologia forestali, nonché di cambiamento climatico. Con il suo gruppo di ricerca ha contribuito in modo significativo allo sviluppo di tecnologie a zero emissioni di CO2 come la produzione di biogas tramite gassogeni in Alto Adige. Ha anche dato importanti contributi alla ricerca nel campo delle scienze forestali sia a livello nazionale che internazionale.

Oltre alla sua attività di insegnamento e di ricerca, Giustino Tonon era anche coordinatore del programma di dottorato in Mountain Environment and Agriculture e delegato del rettore Paolo Lugli per la sostenibilità. Quest’ultimo è rimasto profondamente addolorato dall'improvvisa scomparsa di Tonon.

«Giustino era un professore apprezzato dagli studenti, stimato dai colleghi, sempre pronto ad aiutare e prendersi responsabilità. Ultimamente era stato mio delegato per tutte le attività sulla sostenibilità di unibz, dando prova anche in questa mansione delle sue capacità organizzative e della sua affidabilità.

Lascia un vuoto enorme che sarà difficile riempire. Mi piace ricordarlo come un collega attento, profondo, sempre pacato e gentile nei rapporti con gli altri», conclude Lugli.

















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