BOLZANO. «La nuova facoltà di Medicina non sarebbe in nessun caso una facoltà tradizionale. Il nostro modello è la Medical School. All'estero sono una realtà, per l'Italia invece sarebbe una cosa nuova». Il presidente della Provincia Luis Durnwalder sta lavorando al progetto di una Medical school dell'Euregio. Sa benissimo che non sarà facile centrare l'obiettivo, ma è anche convinto che "bisogna provarci". Ed è quello che si sta facendo: «Stiamo già trattando con Roma: se fosse possibile, vorremmo partire già nell'autunno 2011-2012». I tempi sono troppo ravvicinati per essere realistici, ciononostante c'è la volontà di andare avanti spediti.
IL BLOCCO. «Innanzitutto - spiega Florian Zerzer, capo dipartimento della sanità - bisogna trovare il modo per aggirare l'ostacolo rappresentato dallo stop, deciso dal governo per i prossimi tre anni, all'apertura di nuove facoltà di Medicina. Anche per questo si sta pensando ad una soluzione di tipo transfrontaliero che coinvolga Alto Adige, Tirolo, Trentino. Tutti sono interessati al nostro progetto».
MANCANO MEDICI. La necessità di creare una Medical School è dettata dalle previsioni secondo cui, nei prossimi anni, l'Alto Adige avrà grosse difficoltà nel reperimento di medici. «Noi - spiega Durnwalder - abbiamo calcolato che avremmo bisogno di un'ottantina di posti all'anno per i nostri studenti che s'iscrivono a Medicina. In tutto, tra Italia, Austria, Germania, ne abbiamo 50-60». Il problema è sorto con l'introduzione negli atenei del numero chiuso. Non solo. C'è anche il problema che gli altoatesini che studiano Medicina all'estero spesso non rientrano in Alto Adige, perché preferiscono lavorare nelle cliniche universitarie.
Scartata la formula classica della facoltà di Medicina, la Provincia pensa ad un modello nuovo per l'Italia ma non per l'estero dove vanta una lunga tradizione e ottimi risultati.
MEDICAL SCHOOL. Le caratteristiche di questo modello sono: organizzazione snella, collaborazione tra strutture regionali esistenti, costi di funzionamento contenuti. Durnwalder e i suoi tecnici hanno calcolato una spesa di circa 7-8 milioni di euro. Si partirebbe con una cinquantina di posti per arrivare ad un massimo di 80-100. Il progetto verrebbe realizzato in collaborazione con la facoltà di medicina di Innsbruck e una italiana. «I contatti - ammette Zerzer - ci sono già, ma al momento preferiamo non fare nomi». Inoltre ci sarebbe una sinergia forte con gli ospedali sul territorio. I modelli cui si ispira la Provincia sono ambiziosi: si parla della Harvard Medical School di Boston, della Mayo Medical School di Chicago e della Pmu di Salisburgo. «Stiamo guardando con grande interesse al modello di Salisburgo: lì la Medical School dura cinque anni invece di sei, perché sono riusciti a ridurre i periodi di vacanza e conseguentemente i costi. In base alle statistiche il 90% degli studenti delle Medical school si laurea in corso».

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