BOLZANO. Gli universitari e gli altoatesini proprietari di alloggi dovranno venirsi incontro. Bolzano, fino ad oggi, ha sempre mantenuto l'ateneo entro confini ben definiti: i ragazzi abitano negli studentati e frequentano quasi sempre gli ambienti accademici. Ora, però, il rapporto con la città dovrà cambiare e ad imporlo sono semplicemente i numeri. Le strutture provinciali, infatti, sono in grado di offrire 520 posti letto per gli studenti a prezzo calmierato. Le tariffe sono fisse e prevedono un canone mensile di 290 euro per una camera singola e 220 per una doppia. Le preiscrizioni arrivate in questi giorni, tuttavia, sanciscono un record per la storia dell'ateneo ponendo un problema abitativo serio. «La proiezione – spiega il responsabile marketing e del servizio orientamento Mario Christian Burg – è di circa 700 posti letto da garantire. Significa che 180 andranno trovati nel mercato privato». Rimanendo nell'ambito degli studentati provinciali a Bolzano sono a disposizione 493 posti tra Collegio Marianum (38), Casa San Benedetto (71), mini appartamenti Dante (24), Casa Kolping (42), Rainerum (117), Peter Rigler (91) e Univercity (148). Fatta eccezione per l'ultima, tutte le altre strutture si trovano in Centro o a Gries: significa che gli studenti «snobbano» i quartieri italiani periferici.

Una situazione che ha riflessi evidenti anche sull'andamento del mercato degli affitti. Nel nuovo portale Yost.Apartments presentato ieri in Municipio si trovano solo inserzioni dai rioni Centro, Gries e San Quirino. Europa Novacella e Don Bosco, per esempio, non esistono. «È vero, non riusciamo a creare un dialogo con i proprietari delle case nei quartieri popolari» interviene il direttore generale dell'ateneo Günther Mathà. «Se vogliamo assecondare la crescita del nostro ateneo bisognerà costruire questo rapporto nei rioni». Dove le case, oltretutto, costano mediamente meno. Nel frattempo, infatti, il mercato privato rimane decisamente meno abbordabile delle strutture provinciali. Una camera doppia in piazza Verdi costa 290 euro al mese mentre per una singola in via Sernesi si arriva a 400 euro. «Il nostro settore sta affrontando molte difficoltà – spiega il presidente dell'associazione proprietari edilizi Alberto Boscarolli – con una tassazione che arriva ad erodere il 70% dell'investimento immobiliare. Il problema della diffidenza verso gli studenti esiste, ma siamo convinti di poterlo superare». Non fosse altro per le agevolazioni fiscali. «Potremmo sfruttare l’aiuto della cedolare secca con trattenute al 10%».