BRESSANONE. Un incontro informale, a menti aperte, nell’ex cinema Astra, per mettere nero su banco idee e proposte appetibili ai fini della realizzazione di un nuovo centro culturale giovanile a Bressanone. É accaduto l’altro giorno protagonisti alcuni operatori culturali giovanili e creativi che hanno esposto le loro idee, puntando in particolare su una fascia di pubblico dai 18 ai 35 anni. Il gruppo di lavoro per il “centro cultura & giovani” è riuscito a convogliare numerosi rappresentanti, una ventina, della scena culturale giovanile locale, in una serata di lavoro.

La conduzione dei lavori è stata affidata ad Andreas Pichler, consigliere comunale e membro del gruppo di lavoro cultura & giovani, il quale ha sollecitato la produzione e la presentazione di “visioni” da parte dei creativi presenti, al fine di trasferirle in un concetto concreto in termini di spazi e contenuti. I lavori sono stati aperti dall’assessore comunale Magdalena Amhof e dal consigliere comunale Ingo Dejaco, che ha esposto ai presenti tutte le azioni e le attività pregresse in termini di centro giovanile, nonché lo “status quo”.

«Gli ambienti dell’ex cinema Astra, grazie al loro fascino, si prestano al meglio per essere sfruttati e animati», ha aggiunto da parte sua l'assessore competente Magdalena Amhof. Dejaco ha invece esposto tutti i passaggi che hanno portato a questa iniziativa che si sta concretizzando giorno dopo giorno: «L’idea primordiale di uno spazio aperto per la cultura risale al 2009. In forma reiterata è riemerso il desiderio dei giovani brissinesi riguardo a strutture destinate al libero utilizzo con spazi deputati a essere liberamente animati. La consapevolezza di ciò ha mosso l’amministrazione comunale al recepimento di questa esigenza nel programma di coalizione».

Quindi, divisi in tre gruppi, i partecipanti hanno estrapolato dagli elementi fondanti della visione le loro proposte. Tra le varie riflessioni, tutti i gruppi indipendentemente tra loro hanno sottolineato due aspetti comuni: il fatto che una struttura simile deve essere indipendente, translinguistica nonché diventare la piattaforma per iniziative spontanee; essa non deve essere troppo definita e deve mantenere un sua caratteristica “grezza” per dare agli utilizzatori maggiori appigli per l’azione creativa e la proposizione di contenuti.

Dunque, il prossimo passo sarà la tematizzazione delle varie riflessioni verso un concetto spaziale a cura degli architetti Attia e Pichler. Seguiranno poi ulteriori workshops centrati sull’architettura e sugli aspetti di finanziamento e gestione; gli esiti verranno infine sottoposti all’esame del consiglio comunale.

Tirando le somme, quella che viene chiamata “cultura underground” punterà su una fascia di pubblico dai 18 ai 35 anni, età dove i centri giovanili e altre strutture esistenti non posso offrire molto ma di cui la città ha bisogno. Tutto facendo molto con poca spesa, avendo già una “spalla” collaudata, sulla quale appoggiarsi, come la struttura del Forum.

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