CALDARO. La storia della Cantina Unterhofer di Caldaro è la storia di un progetto comune, nato dal desiderio di Thomas e della moglie Helga di vinificare in proprio le uve prodotte. Una scelta coraggiosa, che sta portando ai risultati sperati e che li vede oggi brindare ai primi dieci anni di attività dell’azienda. I vigneti della Cantina Unterhofer sorgono in parte sulle colline di Pianizza di Sopra (Caldaro) e, in parte, a Campegno (Bolzano), due territori che regalano uve dalle caratteristiche differenti che, nel vino, si completano a vicenda. Così come Helga e Thomas: lei lavora in campagna a contatto con le vigne, lui si occupa principalmente della vinificazione e della cantina. Un lavoro di squadra, insomma, in cui da qualche anno sono coinvolti anche i due giovani figli Andreas e Maria. «Siamo partiti con 4.500 bottiglie, ora ne produciamo 12.000 e l’idea è quella di ingrandirci ancora», racconta Helga, la cui famiglia coltiva l’uva da generazioni. Un amore, quello per il lavoro a contatto con le vigne, che Helga non pensava di trasformare nella propria attività principale fino a quando, nel 2002, Thomas - che aveva alle spalle anni di esperienza in aziende vitivinicole – ha ereditato e in parte acquistato il maso dello zio a Campegno. «È stato allora che abbiamo deciso di produrre il nostro vino – spiega Helga – e da quel momento la mia passione per questo mestiere è diventata sempre più grande». Con pazienza e cura Helga e Thomas hanno iniziato a dialogare con questo territorio, con il suo clima e le sue peculiarità, scegliendo di piantare i vitigni che potessero esprimersi al meglio. Un duro lavoro, considerate anche la forte pendenza dei vigneti di Campegno e le condizioni climatiche non sempre favorevoli: «Le prime viti di Sauvignon, piantate con grande fatica nel 2003, sono state subito distrutte dall’inverno troppo secco e freddo di quell’anno». Helga e Thomas, però, non si sono persi d’animo e, nel 2006, hanno messo il primo tappo – rigorosamente a vite – alle loro bottiglie. «Tenere in mano un prodotto che hai visto nascere in vigna e hai seguito nella sua trasformazione in cantina è una grande soddisfazione», spiega Helga. Da quelle prime bottiglie sono passati ormai 10 anni e la produzione della Cantina Unterhofer è aumentata anche in termini di assortimento, che oggi ricomprende: Chardonnay, Sauvignon, Kerner, Santa Maddalena e Schiava. Quest’ultimo è il prodotto a cui Helga è più legata: «È un vino poco complicato e molto piacevole e mi emoziona pensare che la nostra Schiava proviene da piante che hanno oltre 50 anni di vita, se potessero parlare…». Per il futuro la Cantina Unterhofer ha in cantiere un Merlot, che uscirà sul mercato fra un paio di anni e progetta di sostituire circa 6 mila ettari di meleti con nuove viti e di arrivare a vinificare in proprio tutte le uve coltivate, sempre nel rispetto del territorio e della natura, «affinché i vini non siano solo dei prodotti piacevoli da bere, ma siano anche in grado di far rivivere un pezzo della nostra storia».
Unterhofer, il vino è un affare di famiglia
Thomas e Helga da 10 anni sono in proprio. «Siamo partiti con 4.500 bottiglie, ora sono 12 mila»
12 luglio 2016 • 01:29

