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BOLZANO. È ormai una vera e propria moda quella di costruire in quota gli “uomini di pietra”, le tradizionali colonnine di sassinate storicamente per orientarsi lungo i sentieri. Il fenomeno, sempre più diffuso su molte vette, ha spinto il club alpino austriaco Öav a lanciare l’allarme per l’impatto sugli ecosistemi d’alta montagna.
«Sono belli, ma non devono diventare un fenomeno di massa come le monetine lanciate nella Fontana di Trevi», conferma il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella.
Se in passato queste strutture servivano soprattutto ai pastori per individuare i percorsi durante la nebbia – come in Val Sarentino, dove la cima degli “Uomini di pietra” è citata già 500 anni fa nei processi per stregoneria – oggi il rischio è una loro proliferazione incontrollata.
«Non devono diventare una moda solo per scattarsi un selfie», avverte Zanella, sottolineando come il fenomeno rischi di trasformare un’antica tradizione in un problema ambientale.
Per contrastare il fenomeno, l’Öav punta soprattutto sulla sensibilizzazione degli escursionisti, senza ricorrere a sanzioni o divieti.


