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BOLZANO. Altri 36 mila euro da restituire da parte dell’Upad alla Provincia per un ricalcolo dei finanziamenti collegati a progetti Fse. Dopo una prima delibera sulla rateazione di un debito di 63 mila euro, sempre collegati a finanziamenti del Fondo sociale europeo, la giunta provinciale è tornata ad occuparsi nella sua ultima seduta delle procedure aperte con l’Upad, in questo caso un rimborso dovuto di 36 mila euro. E non è finita, perché i progetti in fase di esame, risalenti a una decina di anni fa, sono otto, come confermano all’Upad. Anche la realtà associativa tra le più importanti nel campo della formazione permanente di lingua italiana si è trovata alle prese con la vicenda della revisione di numerosi progetti Fse, che da anni sta tenendo impegnata la Provincia, incalzata dalla Commissione europea.
All’Upad contestano la procedura di revisione dei finanziamenti. Sono talmente sicuri delle proprie ragioni da avere deciso di rivolgersi al tribunale. «Sì. Abbiamo dato mandato al nostro avvocato di avviare una causa civile per difenderci. In attesa delle decisioni del giudice abbiamo chiesto alla Provincia la sospensione per un anno del pagamento di quanto ci viene chiesto e la successiva rateazione», spiega Claudio Vidoni, presidente della Fondazione Upad. Come in molti altri casi, riferisce Vidoni, per alcuni dei progetti Fse dell’Upad c’è una differenza tra la rendicontazione presentata e una parte delle spese, «che non sono state ammesse. Parliamo di sette o otto progetti, di cui tre già definiti e gli altri ancora sotto esame».
Tra le difficoltà che sta affrontando la Fondazione Upad nella gestione dei progetti sotto esame o contestati, spiega Vidoni, «c’è anche la circostanza che abbiamo avuto un avvicendamento nei nostri uffici. Le persone che hanno seguito quelle procedure non lavorano più da noi ed è complicato ricostruire la documentazione». La stessa Upad è impegnata, fa sapere Vidoni, «in verifiche interne» su quanto accaduto. Il progetto della Fondazione Upad di cui si è occupata la giunta provinciale nell’ultima seduta risale al 2009 e aveva come oggetto «Il Trainer del benessere: formazione e sviluppo professionale». Tra acconti e rendicontazioni intermedie la fondazione aveva ricevuto 71.222 euro di pagamenti. «A seguito della rendicontazione finale e dopo tagli, che in base alla normativa vigente dovevano essere applicati», si legge nella delibera, «è stato possibile riconoscere al beneficiario come contributo pubblico solo l’importo parziale di 35.192». L’Ufficio Fse lo scorso maggio ha chiesto alla Fondazione Upad di restituire i 36mila euro di differenza. Come nella delibera precedente, il versamento non è stato effettuato e la Provincia ha deciso di bloccare tutti i pagamenti dovuti alla Fondazione Upad. Intanto era stata avviata la causa e la fondazione all’inizio di settembre ha chiesto la sospensione per un anno e la rateazione in rate da 602 rate mensili dal 2018 al 2023 dell’importo dovuto di 40.234 euro, tra debito e interessi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
All’Upad contestano la procedura di revisione dei finanziamenti. Sono talmente sicuri delle proprie ragioni da avere deciso di rivolgersi al tribunale. «Sì. Abbiamo dato mandato al nostro avvocato di avviare una causa civile per difenderci. In attesa delle decisioni del giudice abbiamo chiesto alla Provincia la sospensione per un anno del pagamento di quanto ci viene chiesto e la successiva rateazione», spiega Claudio Vidoni, presidente della Fondazione Upad. Come in molti altri casi, riferisce Vidoni, per alcuni dei progetti Fse dell’Upad c’è una differenza tra la rendicontazione presentata e una parte delle spese, «che non sono state ammesse. Parliamo di sette o otto progetti, di cui tre già definiti e gli altri ancora sotto esame».
Tra le difficoltà che sta affrontando la Fondazione Upad nella gestione dei progetti sotto esame o contestati, spiega Vidoni, «c’è anche la circostanza che abbiamo avuto un avvicendamento nei nostri uffici. Le persone che hanno seguito quelle procedure non lavorano più da noi ed è complicato ricostruire la documentazione». La stessa Upad è impegnata, fa sapere Vidoni, «in verifiche interne» su quanto accaduto. Il progetto della Fondazione Upad di cui si è occupata la giunta provinciale nell’ultima seduta risale al 2009 e aveva come oggetto «Il Trainer del benessere: formazione e sviluppo professionale». Tra acconti e rendicontazioni intermedie la fondazione aveva ricevuto 71.222 euro di pagamenti. «A seguito della rendicontazione finale e dopo tagli, che in base alla normativa vigente dovevano essere applicati», si legge nella delibera, «è stato possibile riconoscere al beneficiario come contributo pubblico solo l’importo parziale di 35.192». L’Ufficio Fse lo scorso maggio ha chiesto alla Fondazione Upad di restituire i 36mila euro di differenza. Come nella delibera precedente, il versamento non è stato effettuato e la Provincia ha deciso di bloccare tutti i pagamenti dovuti alla Fondazione Upad. Intanto era stata avviata la causa e la fondazione all’inizio di settembre ha chiesto la sospensione per un anno e la rateazione in rate da 602 rate mensili dal 2018 al 2023 dell’importo dovuto di 40.234 euro, tra debito e interessi.
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