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BOLZANO. Code alle casse e interi reparti al primo e secondo piano della Upim di via della Posta già svuotati. La merce a metà prezzo è andata a ruba e lo storico negozio, aperto nel 1934, è stato preso d’assalto dai bolzanini, ma anche e soprattutto da intere famiglie di immigrati. «Ieri - racconta una signora bolzanina - c’erano i bambini che si divertivano ancora a salire con la scala mobile. Ho rivisto me stessa quando, quarant’anni fa, mi perdevo nel reparto dei giocattoli».
Ormai per il magazzino che ha rappresentato un pezzo importante della storia commercicale di Bolzano è iniziato il conto alla rovescia.
La proprietà ha annunciato che il 20 settembre si chiuderanno i battenti, dopo che è fallito il tentativo di ottenere una riduzione del canone di affittato - si parla di circa 700 mila euro l’anno - pagato alla Leasing Unicredit, proprietaria dell’edificio.
Per questa mattina è in programma un incontro sindacale tra Maurizio Surian (Cgil) e il responsabile delle risorse umane del gruppo.
«L’obiettivo - spiega il sindacalista - è riuscire a ricollocare i dipendenti: dodici a tempo indeterminato, due a tempo determinato. Una speranza alimentata dal fatto che il gruppo a Bolzano ha un negozio Coin e due dell’Oviesse, oltre all’Upim di Gargazzone».
Ma in tempi di riduzione continua del personale, per risparmiare sui costi fissi, nessuno si fa troppe illusioni.
Intanto, prosegue la nostra iniziativa che ha come obiettivo quello di trasformare in una storia le foto di quanti in quel magazzino ci hanno lavorato o di chi, legato a quel negozio, ha qualche aneddoto da ricordare.
Mandateci dunque le foto scattate all'Upim nel corso degli anni, all'indirizzo bolzano@altoadige.it o alla sede del giornale Alto Adige di via Volta 10, mettendo anche il numero di telefono per raccogliere le vostre storie.
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