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BOLZANO. Il testo che modifica la legge urbanistica del 2018 firmato dall’assessora Maria Hochgruber Kuenzer è legge, approvata venerdì dal consiglio provinciale in tarda serata. Era chiaro da tempo che avrebbe trattenuto i consiglieri in aula ben oltre il limite del venerdì pomeriggio. La conferma si è avuta quando gli emendamenti si sono moltiplicati – alcuni portati dalla stessa Svp. Che risulta divisa, almeno su una liberalizzazione in tema di alloggi in vendita a prezzo calmierato già respinta in commissione. Per questo l’assessora al sociale Waltraud Deeg ha votato insieme ai Verdi contro l’emendamento della collega titolare dell’urbanistica.
Le bordate dell’ala contadina
L’ala contadina della Svp ha provato a portare a casa un primo risultato con l’emendamento di Franz Locher che, se non fosse stato ritirato, avrebbe permesso di realizzare una volumetria interrata fino a 495 metri cubi. «A 500 scatta il convenzionamento. Al di sotto, è possibile la libera vendita del maso. Magari con spa sotterranea», così Paul Köllensperger, firmatario di svariati emendamenti tra i quali quello (accolto) che pone la condizione di impermeabilizzare la superficie esistente.
Il vincolo ventennale
L’articolo 40 crea la possibilità di realizzare alloggi da vendere a prezzo calmierato. In aula, Waltraud Deeg ha parlato del testo così come era stato definito in commissione, con il vincolo permanente. Ma la collega Kuenzer aveva depositato un emendamento, giovedì sera, che riduceva a 20 anni l’obbligo del prezzo calmierato. Uno stravolgimento che ha scatenato il conflitto nella Svp. Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ricorda che già in commissione Waltraud Deeg aveva posto un veto. «Così – spiega Dello Sbarba – passati vent’anni, gli alloggi calmierati possono essere venduti sul libero mercato ed essere oggetto di speculazione».
«Bolzano cenerentola»
Da parte di Verdi e TeamK sono piovute le proposte mirate ad ampliare l’offerta di alloggi accessibili a Bolzano. Ma la maggioranza ha fatto muro. Ha bocciato la proposta di Köllensperger su uno studio di fattibilità per uno sviluppo dell’areale ferroviario che contemplasse case a prezzi accessibili, pure in affitto o in co-housing.
Dello Sbarba ha lavorato sugli articoli 4 e 16 per garantire almeno ai 21 comuni in «emergenza abitativa», o anche solo a Bolzano, che almeno la metà degli alloggi calmierati fossero destinati all’affitto. «Con un vincolo di questo tipo il rischio è che nessuno costruisca», la replica in aula dell’assessora.
Köllensperger tira in causa «il recente, surreale dibattito sui condomini in zona produttiva voluti dalla Svp» e accusa: «Questa è una legge scritta dai contadini per i contadini, con Bolzano sempre assente nei ragionamenti della Svp e distante dai suoi interessi, complici i pochi consiglieri bolzanini, in buona parte pure assenti nel corso del dibattito in aula».
Sui termini per i piani di sviluppo comunale, Dello Sbarba ha insistito per mantenere il termine attuale del luglio scorso; Franz Ploner (TeamK) ha proposto che i Comuni abbiano tempo fino al 31 dicembre 2024. Ma la maggioranza è rimasta ferma sulle posizioni iniziali: via ogni termine. «Questa legge chiude la legislatura con una dichiarazione di fallimento», ha dichiarato Dello Sbarba annunciando il voto contrario dei Verdi all’intera legge. Ha votato contro tutto l’impianto anche il TeamK.
La votazione
È stato approvato l’ordine del giorno di Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) che reintroduce la possibilità di trasformare le terrazze esistenti in verande, con il plauso della Lega «in un’ottica di efficientamento energetico». Sono stati approvati emendamenti della Svp (Maria Hochgruber Kuenzer e Josef Noggler) sulle procedure per l’approvazione di piani e progetti già avviati all’entrata in vigore della riforma e sulle norme transitorie all’articolo 103, in modo che le autorizzazioni paesaggistiche già rilasciate mantengano la loro efficacia.
Il disegno di legge è stato approvato con 18 sì, 9 no e 3 astensioni.


