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BOLZANO. Non si contano più le versioni abbozzate sulla nuova legge che unirà urbanistica e paesaggio. Dopo anni di discussioni e trattative con i gruppi di interesse, l’assessore Richard Theiner ha presentato ieri al consiglio provinciale i contenuti del disegno di legge. Ma senza il testo stesso. E già su questo le opposizioni hanno protestato: «Qualcuno di noi ha la bozza di marzo, qualcuno ha messo le mani sul testo di fine agosto. È un caos». Tra un mese, annuncia Theiner, il disegno di legge verrà portato in giunta,poi inizierà la discussione in commissione consiliare. È una delle riforme più importanti della prima legislatura Kompatscher, ma l’audizione di ieri in consiglio è stata per pochi intimi. Una quindicina di consiglieri presenti su 35, con Riccardo Dello Sbarba unico rappresentante del gruppo italiano. Banchi semi vuoti della Svp, a testimoniare (anche) i mal di pancia incrociati che ancora circolano nel partito, tra le richieste divergenti di ala sociale, contadini, economia e albergatori che cercano di «tirare» la legge dalla propria parte. Theiner era accompagnato da tecnici e consulenti Florian Zerzer, Duccio Traina, Anton Aschbacher, Frank Weber, Jakob Brugger, Adriano Oggiano, Pierguido Morello.
Tra le novità, una nuova scommessa per garantire case a prezzo calmierato. «Verrà fissata una quota tra il 60% e il 100% (a seconda delle richieste dei Comuni) di nuovi alloggi da destinare ai residenti, e soprattutto verranno create delle abitazioni a prezzo calmierato per acquisto e affitto», anticipa Theiner, «In sostanza, i committenti potranno costruire alloggi da vendere o affittare, ma a un prezzo massimo al metro quadrato fissato dal Comune. Siamo convinti che riusciremo a contenere il costo delle case tra i 2.300 euro al metro quadrato nei Comuni periferici ai 3mila euro nelle zone più urbanizzate, a partire da Bolzano». Come dimostra la tabella in alto, Bolzano è oggi tra le aree più costose, con valori medi di 4.000-5.000 euro al metro quadrato. Quotazioni più alte solo in Val Gardena.
Ma la prima novità riguarda l’ambito stesso della legge, che unisce urbanistica e paesaggio, prima trattati con normative distinte. Un matrimonio felice, secondo Theiner, che promette: «La legge mira alla valorizzazione del paesaggio, a tutelare le risorse, a contenere il consumo di suolo, a garantire una mobilità efficace, ad aumentare la qualità della vita e del lavoro». E ancora, i Comuni ricevono più poteri (e dalla commissione edilizia comunale escono i politici), vengono semplificate le procedure e le destinazioni d’uso: al posto delle attuali distinzioni tra varie categorie di zone residenziali, zone turistiche, produttive e altro si avranno queste nuove destinazioni d’uso: zona mista residenziale, zona produttiva, aree per attrezzature pubbliche, zona di riqualificazione urbanistica, zona con destinazione particolare, aree destinate alla viabilità e mobilità. E ancora, riassume Theiner, le aree edificabili potranno essere individuate solo all’interno del territorio urbani. Come anticipato, cambia la lex «Benko»: restano i piani di riqualificazione urbanistica di iniziativa privata, ma con regia ampiamente pubblica. Andreas Pöder sorride: «Theiner sembra crederci. In realtà la legge è partita con buone intenzioni di tutela, ma le lobby l’hanno spolpata e continueranno a farlo fino al voto». Accusa Paul Köllensperger (M5S): «Si prospetta una legge urbanistica con eccessivi margini di discrezionalità nelle decisioni dei Comuni». Duri anche i Verdi Foppa, Heiss e Dello Sbarba: «Nella prima bozza c’erano molti articoli che legavano paesaggio e protezione della natura alla legge, ora ne troviamo solo due». Pericolosi i poteri ai sindaci: «Con la tutela del paesaggio ci si rende meno amati piuttosto che con le concessioni edilizie». (fr.g.)
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