BOLZANO. Punta ad ottenere i voti del Movimento cinque stelle, che a Bolzano ha raddoppiato i seggi passando da due a quattro, e quindi anche Alessandro Urzì usa il sistema della trattativa web, inaugurato da Beppe Grillo. «In un momento in cui - spiega - cresce l’insofferenza e la diffidenza verso i politici, ritengo che le trattative con gli altri partiti in vista del ballottaggio debbano essere condotte all’insegna della trasparenza».

Concretamente questo cosa significa?

«I giornalisti potranno partecipare a tutti gli incontri con le delegazioni dei partiti che vorranno confrontarsi sui programmi per Bolzano. La mia intenzione non è tanto ottenere i collegamenti con liste nuove che allarghino il perimetro della coalizione, che mi ha sostenuto al primo turno, ma parlare ai cittadini. Le posizioni reciproche devono essere chiare prima del ballottaggio del 24 maggio».

Ieri Urzì ha contattato telefonicamente tutti coloro che, almeno in linea teorica, potrebbero sostenerlo al secondo turno, ovvero Gennaccaro (Io sto con Bolzano), Duzzi (Nuova città), Fugatti e Vettori (Lega), Benussi (Lista Benussi), Sigismondi (Fratelli d’Italia), Rieder e Fortini (Movimento cinque stelle). «Da parte di tutti c’è la volontà di incontrarsi e parlare del futuro di questa città: dopo dieci anni di gestione Spagnolli bisogna cercare di girare pagina. Assieme possiamo riuscirci».

L’impresa che attende Urzì è di quelle titaniche, perché parte dal 12,7% contro il 41,5 di Spagnolli e perché deve mettere insieme i pezzi di un centrodestra che, in pochi anni, è riuscito a dissipare un enorme patrimonio di voti.

Basta dire che nel 2005 il Popolo delle libertà a Bolzano era il primo partito con il 22% dei voti e 11 consiglieri; domenica le tre liste che sostengono Urzì, ovvero Alto Adige nel cuore, Forza Italia e Unitalia, hanno ottenuto sei consiglieri, pari al 13,2%. Urzì sa che servirebbe un miracolo per fare quello che tutti auspicano, ma solo a parole, ovvero riunire le forze del centrodestra. Per questo punta a “superare” le segreterie dei partiti, andando - come annunciato - a conquistarsi i voti strada per strada, parlando direttamente ai cittadini.

E a quelli che non incontra per strada ieri ha scritto una lettera aperta, dopo che Spagnolli aveva fatto altrettanto.

Urzì tocca temi caldi, partendo dalla sicurezza: «Voglio destinare i servizi della polizia municipale al controllo del territorio. Meno contravvenzioni ai bolzanini onesti per eccesso di 4 chilometri sui limiti assurdi di velocità in città e più ronde di giorno e soprattutto di notte. Ho già pronta l’ordinanza firmata simbolicamente l’altro giorno con i leader di partiti della coalizione che mi ha sostenuto per il divieto di accattonaggio in città». Poi la finanza locale: «È stato un errore da parte di Spagnolli accettare la riduzione, decisa da Consorzio dei Comuni e dalla Provincia, di 13 milioni di euro del bilancio di Bolzano, soldi assegnati ai Paesi della periferia. A Bolzano è stato tolto il 21% del suo bilancio, Lauregno per fare un esempio, ha guadagnato il 250% in più». (a.m)