BOLZANO. I titolari della baita «Campoforte» alla malga di Rodengo (a 1936 metri di quota) sono stati rinviati a giudizio con citazione diretta con l'accusa di inosservanza di provvedimenti dell'autorità e sottrazione di cose sottoposte a sequestro giudiziario.

Nei guai sono finiti Josef e Manfred Tschurtschenthaler, padre e figlio. Ai due è stata contestata anche la violazione di norme sulla sicurezza alimentare.

La vicenda risale a circa un anno fa quando, durante alcuni controlli, all'interno della malga vennero trovate 71 forme di formaggio ammuffito. Furono gli ispettori dell'ufficio igiene a porre la merce sotto sequestro, invitando nel contempo i due titolari a controllare concretamente giorno dopo giorno che il formaggio (in attesa dello smaltimento) non finisse per orre in cucina.

Una disposisizione che, secondo l'ipotesi accusatoria, rimase lettera morta.