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MERANO. Fuoco e fiamme nella casa dove soggiornò Franz Kafka. La placida via Maia, all’incrocio con via Brenner, ieri mattina è stata teatro di momenti di trambusto a causa di un incendio sprigionatosi a Villa Ottoburg, conosciuta soprattutto perché qui per qualche tempo, nel 1920, prese dimora l’autore de “Il processo”.
La casa celebra l’illustre ospite con una targa su una facciata, rimasta intonsa. Ma basta cambiare prospettiva e gettare lo sguardo sull’altro lato della palazzina che si palesano gli effetti del rogo, sotto forma di mura annerite. Erano passate le 10 quando l’allarme ha portato sul luogo, zona residenziale di Maia Bassa, le squadre dei vigili del fuoco. Le fiamme sono scaturite da una loggia rialzata di pochi gradini dal giardino dell’edificio, invadendo la cucina alla quale immette la terrazza. Le lingue di fuoco si sono spinte verso l’alto a sufficienza per “abbrustolire” la balconata superiore.
I pompieri sono giunti in forze, i corpi di Merano, Maia Bassa e Quarazze con le autoscale e un’autopompa, domando le fiamme e ventilando i locali dalla fitta coltre di fumo. In via Maia anche la polizia, che per fare luce sulle circostanze ha aperto un’indagine, e la Croce rossa che fortunatamente non ha dovuto prestare cure a nessuno, mentre per precauzione gli inquilini uscivano dall’edificio. Intorno al quale le strade sono state bloccate in modo da facilitare l’intervento, risoltosi in un’ora. Pare accertato che il rogo abbia avuto origine dal terrazzo, ma non è ancora stata chiarita la causa. Nella loggia si trovava del materiale elettrico però, precisano dal corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano convocato per verificare la sorgente dell’incendio, non era alimentato. Oltre agli interrogativi, rimangono i danni. All’interno dell’appartamento al pianterreno, ma anche quelli visibili dalla strada, sulla facciata.
Villa Ottoburg, è sottoposta alla tutela degli insiemi del Comune. Al valore architettonico abbina il prestigio di aver ospitato Franz Kafka. Lo scrittore arrivò a Merano non ancora trentasettenne. È il 1920: si stabilisce prima all’Emma, nell'attuale piazza Mazzini, ma l’hotel è troppo caro e dirotta su Villa Ottoburg, al tempo una piccola pensione, dove oltre a respirare l’aria salubre meranese si dedicherà alla lettura, a una dieta vegetariana, a brevi escursioni. E scrive. Soprattutto, inaugura la corrispondenza con Milena Jesenská: sarà uno dei carteggi più intensi della letteratura europea.


