BOLZANO. «Ha visto quella cassettina di funghi che aveva appena raccolto un amico e avrebbe voluti comprarla. Ma si era sentito rispondere che non era possibile, perché quei funghi erano già stati promessi a qualcun altro. E allora Roberto ha detto: “Vado a raccogliermeli io”. Mi sembra in credibile: era mercoledì a mezzogiorno». Aldo Moderini, collaboratore di Estate ragazzi, racconta così l’ultimo incontro allo schettinodromo di via Genova con Roberto Cristofolini, 62 anni, geometra bolzanino residente difronte all’impianto, morto poche ore dopo in Val Sarentina .

Da una ventina d’anni andava sempre nello stesso posto in località Pozza, sopra Sarentino appunto: lì era sicuro che, anche negli anni di magra, qualcosa avrebbe trovato. In genere ci andava assieme al cognato, ma l’altro pomeriggio era solo. Ha parcheggiato l’auto nel solito posto ed ha cominciato a cercare. Quest’estate pazza, caratterizzata da poco sole e tanta pioggia, è l’ideale per gli appassionati. Cristofolini sapeva che anche stavolta sarebbe tornato a casa con un ottimo misto per il risotto. Mercoledì però le cose sono andate diversamente.

Quando verso le otto di sera non è tornato a casa la moglie ha cominciato a preoccuparsi. L’ha cercato sul cellulare, ma il telefonino squillava a vuoto. Ha riprovato più volte. Tutto inutile. A quel punto la preoccupazione è diventata angoscia e man mano che passavano i minuti si faceva largo la certezza che potesse essere successo qualcosa di grave.

I familiari sono saliti in Val Sarentino e hanno trovato subito la Bmw parcheggiata nel posto di sempre, in una zona boschiva, a circa 1.200 metri di quota. Hanno cominciato a perlustrare l’area circostante, quando si sono resi conto che da soli non ce l’avrebbero mai fatta e comunque bisognava accelerare i tempi, hanno chiamato la centrale del 118.

Erano le 21.30 quando sono state allertate le squadre dei vigili del fuoco volontari assieme agli uomini del soccorso alpino di tutta la valle e alla Guardia di finanza con le unità cinofile: sono stati mobilitati circa 150 soccorritori. Le ricerche sono andate avanti fino alle una, poi si è deciso di sospendere per riprendere alle prime luci dell’alba.

Alle sei di mattina le squadre hanno ricominciato a battere palmo a palmo l’area dove si riteneva potesse trovarsi Cristofolini.

Fino all’ultimo i familiari, la moglie e i figli Marco e Davide, hanno sperato. Ma quando verso le otto è stato avvistato il corpo del fungaiolo bolzanino in fondo ad un canalone, hanno dovuto arrendersi davanti alla tragica realtà.

Cristofolini, in base ad una ricostruzione dell’incidente fatta dai carabinieri di Sarenti no, probabilmente tradito dal terreno reso scivoloso dalle abbondanti piogge di questi giorni, è caduto per una ventina di metri lungo un pendio fatto di erba e roccette, finendo in un ruscello.

Il suo corpo è stato recuperato dall’elicottero del Pelikan 1 e la salma è stata ricomposta nella cappella del cimitero del paese.

La vittima era molto conosciuta nella zona di Don Bosco, in particolare alla “Pista zero”, lo schettinodromo di via Genova: in questi anni si era dato da fare per la riqualificazione di quella parte di città.

«Passava tutte le mattine - ricorda Ferruccio Scremin, cuoco al ristorante dello schettinodromo - e dava una mano ad Aldo a mettere i pattini ai bambini che partecipano all’Estate ragazzi. Poi si fermava a fare due chiacchiere. Parlava spesso di funghi e si scherzava sul fatto che i fungaioli, come i pescatori, esagerano sempre».

Cristofolini, geometra di professione, aveva lavorato per anni presso la Edilcenter: «Curava - ricorda l’ex titolare Gaetano Marcon - le ristrutturazioni ed era molto bravo». Questione di giorni e avrebbe definito le pratiche per la pensione.

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