BOLZANO. Nuovo calendario scolastico e settimana corta, la questione è tutt'altro che risolta. E non solo perché le trattative fra giunta provinciale e ministero sono appena partite. Lo scontro fra l'assessorato tedesco e quello italiano è tutt'altro che sopito. Le due visioni erano, sono e rimarranno agli antipodi. Sono state sufficienti le pacate dichiarazioni rese al nostro giornale da parte dell'assessore Kasslatter Mur sulla eccessiva lunghezza delle vacanze estive e sulla possibilità, in futuro, di poterle anche accorciare, per infiammare il Partito democratico. Il segretario Frena però, non l'assessore Tommasini. Sulle barricate sale subito anche la consulta dei genitori italiani. «Ci vuole un bel coraggio - attacca il segretario Pd Antonio Frena - ad affermare che gli studenti stanno troppo a casa, quando si è responsabili di una legge che accorcia la durata della settimana scolastica». «Incredibile - prosegue il segretario altoatesino del Pd - è poi affermare che le madri hanno ragione a lamentarsi, quando si è voluto fortemente una legge che introduce periodi di vacanza in stagioni in cui storicamente non si erano mai visti». Frena si chiede inoltre: «Dov'è l'equità? Dov'è il vantaggio sociale che scaturisce da una legge imposta a tutta la provincia con la forza? Famiglie in cerca di baby-sitter, aumenti della spesa familiare, pochi fortunati in vacanza nei paradisi tropicali, studenti a sciare piuttosto che a studiare, albergatori felici e agricoltori in festa (Kartoffelferien?)». E' questo, conclude durissimo, «il risultato da raggiungere? E in un momento di crisi economica, facendoci anche credere che abbiamo ragione a lamentarci?». Il presidente della consulta genitori italiani Gaetano Perbellini commenta invece: «Vorrei ribadire, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che quando si dice che "le mamme bolzanine hanno ragione a lamentarsi" si dovrebbe anche citare da quale fonte deriva tale informazione. Se si pensa di disporre di dati provenienti da fonti più autorevoli della presidenza della consulta provinciale dei genitori in lingua italiana lo si dica o si chiarisca che quando ci si riferisce alle mamme ci si riferisce alle mamme di lingua tedesca e/o ladina». E' sicuramente, sostiene Perbellini, «il caso di smettere di strumentalizzare noi genitori». Come consulta, «abbiamo ribadito in tutte le occasioni che noi siamo per l'autonomia di scelta delle scuole per un calendario scolastico che sia espressione del faticoso equilibrio raggiunto in anni di mediazioni nei consigli di istituto». Un calendario certamente legato alle indicazioni della giunta provinciale: indicazioni, come si leggeva nella normativa precedente, e non disposizioni, come si legge ora. La settimana corta, che non è il problema principale ma su cui si cerca sempre di porre l'accento, «chi la voleva fare la poteva fare anche prima: ora è obbligato e c'è una bella differenza». Vacanze estive troppo lunghe? «Per noi certamente no: in estate è molto più semplice trovare delle attività per i ragazzini che stanno a casa, in autunno/inverno meno o per niente». Iniziare al 5 settembre «impedisce di fatto a molte famiglie di usufruire di un periodo di ferie a costi minori rispetto a quelli di luglio/agosto eccetera eccetera. Queste cose e moltissime altre le abbiamo fatte presenti già da giugno 2011 senza avere mai avuto un riscontro. Non si contano più i pareri negativi in merito alla delibera sul calendario scolastico. Ora trovandosi alla frutta si cerca di coinvolgere anche i genitori»? Eh no, «noi non ci stiamo».