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BOLZANO. Nonostante l’Alto Adige sia la pecora nera a livello nazionale, specie considerando l’età pediatrica, l’Asl unica spenderà la bellezza di dodici milioni e mezzo di euro per acquistare i vaccini - obbligatori, consigliati e facoltativi - necessari a coprire il fabbisogno provinciale dal primo novembre del 2017 al 31 di ottobre del 2020. Lo si evince dal bando di gara al ribasso pubblicato nei giorni scorsi dall’Asl di Brunico, incaricata di gestire l’intero appalto. Solo per il vaccino contro lo pneumococco si spenderanno 3,3 milioni di euro per 66 mila dosi. Al secondo posto per spesa totale prevista c’è la cosiddetta esavalente (contro difterite, epatite B, haemophilus influenzae, pertosse, poliomielite, tetano). Il vaccino più costoso? Quello contro l’herpes zoster: 87,48 euro a dose. Quello meno costoso? Il polivalente contro difterite e tetano: 2,98 euro a dose. In totale, in tre anni l’Asl stima di aver bisogno di oltre 340 mila dosi di preparati farmaceutici suddivisi in 38 differenti tipologie.
Siamo messi male, in Alto Adige. Lo dice senza mezze misure il ministero della salute, tanto da aver spinto il Pd nazionale, nei giorni scorsi, a presentare un’interpellanza alla Camera. Secondo gli ultimi dati nazionali disponibili - pubblicati l’autunno scorso dall’ufficio ministeriale Prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale e riguardanti il 2015 - Bolzano è ultima per percentuale di vaccinati in nove delle dodici tipologie di vaccini considerati buona prassi in età pediatrica. Ultimi per la polio (87,45% contro una media nazionale del 93,43%), ultimi per la difterite (87,49% contro 93,35%), ultimi per il tetano (87,50% contro 93,56%), ultimi per pertosse (87,45% contro 93,33%), ultimi per epatite B (87,11% contro 93,20%), ultimi per haemophilus influenzae B (87,17% contro 93,03%), ultimi per morbillo (68,84% contro 85,29%), ultimi per parotite (68,80% contro 85,23%), e ultimi anche per rosolia (68,80% contro 85,22%).
Siamo messi meglio, si fa per dire, sulla varicella, dove risultiamo all’ottavo posto su 21 fra regioni e province autonome (4,16% di copertura vaccinale contro una media nazionale del 30,73%). Siamo invece i penultimi per meningococco C (63,12% contro 76,62%). Ricopriamo la medesima posizione anche per lo pneumococco (81,67% contro 88,73%).
Se però la copertura vaccinale è bassa, la spesa rimane comunque elevata. A carico dell’Asl ci sono solo i vaccini obbligatori e parte di quelli consigliati a patto che vengano somministrati in una data età. Il resto viene pagato da chi vuole sottoporsi alla tal vaccinazione. Quindi l’Asl rientra. Epperò, prima deve acquistare, sborsando, come detto, 12,5 milioni di euro in tre anni.
La spesa maggiore, 3,3 milioni, riguarda la vaccinazione anti pneumococcica; da acquistare 66 mila dosi. Al secondo posto le 46 mila dosi di esavalente, per una spesa di poco superiore ai due milioni di euro. Al terzo posto, con una spesa superiore agli 1,4 milioni di euro, sta la meningite B; si stima servano 21 mila dosi. Sono dodici le vaccinazioni per le quali servono oltre 10 mila dosi. Ma ne esistono altre per le quali le dosi da acquistare sono molte meno. Stiamo parlando delle vaccinazioni cui in genere ci si sottopone prima di viaggiare in certi paesi, come per esempio quella contro il tifo (600 dosi), contro il colera (1.500 dosi), contro l’encefalite giapponese (900 dosi).
Sulla spesa per dose, si segnalano costi assai differenti, fra i 2,98 e gli 87,48 euro a dose. In media, fanno comunque 29,54 euro a dose.
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