VADENA. Anche nel 2012 il «Safety Park» ha chiuso con il bilancio in rosso. Le perdite sono state “solo” di 77.165 euro, grazie anche al continuo prodigarsi della nuova direttrice Erica Furini (che ha organizzato decine di corsi ed eventi anche slegati dalla «guida sicura»), ma il buco complessivo dell’ultimo triennio è stato di 560 mila euro: 401.030 nel 2010, 79.250 nel 2011 e poco più di 77 mila negli ultimi dodici mesi. Per i Verdi, che hanno sempre osteggiato la struttura, si tratta di un motivo più che sufficiente per chiedere alla Provincia - che aveva assicurato una gestione in attivo entro la fine del 2011 - di pensare ad una destinazione diversa dell’intera zona. «Il capitale della società - sottolinea Heiss - è sceso dai 700 mila euro del 2009 ai 220 mila attuali. E il capitale viene dalla Sta e, quindi, indirettamente dalla Provincia. Tra le varie voci spiccano i maggiori introti per le attività del tempo libero (kart, cross ecc.), passate dai 169 mila euro del 2009 ai 308 mila euro del 2011 e gli incassi legati al ristorante (216 mila euro nel 2012)». Secondo i Verdi una delle ragioni dell’impossibilità di chiudere il bilancio in pareggio è legata ai costi troppo elevati del personale. «Siamo passati dai 729 mila euro del 2010 agli 839 mila euro del 2011, per poi scendere ai 725 mila dell’anno scorso. Il nuovo corso della direttrice Furini (a cui anche Heiss riconosce capacità gestionali ndr) prosegue ma sembra mancare di un reale obiettivo. E nel ragionamento sui costi dobbiamo tenere presente che solo per la costruzione della strutture sono stati spesi 16,8 milioni. E se il numero dei morti è sceso dal 2003 in poi lo si deve ai maggiori controlli e all’introduzione della patente a punti. Non certo al Safety». I Verdi, nell’interrogazione in consiglio provinciale, fanno una serie di valutazioni: «Tra le questioni aperte spiccano la situazione problematica del personale e la mancanza di dati certi sugli introiti di corsi, prove di go-kart, educazione stradale e dell’iniziativa Hallo Auto. In caso di ulteriori perdite la Provincia ha messo in conto un cambio di destinazione?». Ricordiamo che anche il Comune ha deciso di imporre precisi limiti, riservandosi di autorizzare gli eventi uno ad uno.

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