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BOLZANO. Il tempo era bello, il clima buono. Un’occasione imperdibile, per due amici con la passione della moto, per compiere uno degli ultimi giri, prima dell’arrivo del freddo nelle campagne delle Bassa Atesina. Anche perché Davide Simoni, 17 anni di Laives, la moto l’aveva cambiata solo pochi giorni fa e la voglia di salire sulla nuova Benelli 125, acquistata al posto della gloriosa ma ormai vecchia Honda Crf, era davvero tanta.
Avrebbe dovuto essere un pomeriggio di gioia, insomma, dopo le fatiche sui banchi del liceo scientifico Torricelli di Bolzano. Uno di quei pomeriggi da raccontare e commentare con gli amici, con l’entusiasmo tipico dei teenager. Il destino ha voluto altrimenti. Ha voluto che fosse un pomeriggio di tragedia. Una di quelle tragedie che si faticano a raccontare, che fanno piombare una famiglia nel più profondo buio della disperazione e che scuotono dalle fondamenta un’intera comunità.
Sì, perché ad aspettare Davide, sulla strada, ieri c’era la morte. Era a Birti, minuscola frazione di Vadena immersa nei frutteti, e aveva le sembianze di una Chevrolet Matiz. La tragedia è accaduta alle 17.20 quando i due ragazzi sono arrivati nel piccolo centro abitato, attraversato dalla strada provinciale 62. Le moto avevano superato la barriera salvapedoni e l’attraversamento pedonale: la prima motocicletta è riuscita a oltrepassare anche l’intersezione sulla destra, l’accesso a una stradina che porta a diverse abitazioni.
Proprio lì, intenta ad immettersi sulla provinciale, c’era l’utilitaria guidata da una trentasettenne del posto. La macchina ha superato di poco la linea di “dare la precedenza” e ha invaso la carreggiata. Nessuna infrazione gravissima. Nessuna manovra spericolata. Se non fossero arrivati i due ragazzi in moto, la donna sarebbe tornata a casa senza problemi e i ragazzi avrebbero finito il loro splendido giro.


