VAL BADIA. Quo vadis? L’espressione resa celebre dalla tradizione cristiana e che, in passato, è stata anche il titolo di un colossal hollywodiano, torna oggi in uso in un comunicato dei Ladins Dolomites che, letteralmente più terra terra, si chiedono dove stia andando a finire la manutenzione della strada Ss 244 della Val Badia ma anche la Ss 48bis da Corvara a passo Gardena e verso Selva. «Da alcuni anni - scrivono i Ladins, dopo l’incipit in latino - la manutenzione delle strade nell’intera area della Ladinia, lascia alquanto a desiderare. È ricorrente infatti, soprattutto nel periodo invernale, il fatto che siano le buche a farla da padrone in concorrenza con il manto d’asfalto. Ne consegue che né gli operatori turistici, ma neppure i residenti e i turisti, possono di certo essere contenti di una situazione che sembra avere riportato la viabilità nella Ladinia ed in Badia in particolare, indietro ai tempi grigi dell’Anas!». In effetti il paragone pare iperbolico, ma non per il portavoce dei Ladins Dolomites, Albert Pizzinini, la cui presa di posizione così prosegue: «Con il subentro della Provincia di Bolzano nella gestione del patrimonio stradale, si sperava che le cose cambiassero in meglio, e in maniera duratura. Purtroppo invece la situazione permane disastrosa, con i turisti che si meravigliano di questo stato e non nascondono commenti molto negativi al riguardo. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione - prosegue Pizzinini - di come le valli ladine a Bolzano siano tuttora considerate delle valli laterali di scarsa importanza. I 2 milioni e 800 mila pernottamenti all’anno dicono invece il contrario ma da parte degli esponenti politici responsabili, con l’assessore Florian Mussner in testa, si continua a ribadire come la causa dei problemi al manto stradale sia il sale che vi viene sparso nei periodi invernali. Una spiegazione alquanto lacunosa, dal momento che le buche si incontrano pure in estate, con i danni che esse provocano». Ancora, per Ladins Dolomites sarebbero: «gli stessi addetti alla manutenzione, il cui impegno va senz’altro sottolineato e ribadito, ad esprimere la loro perplessità sugli scarsi mezzi a disposizione e su un’asfaltatura ridotta al lumicino, che ad ogni rinnovo stende solamente pochi centimetri di asfalto sul manto esistente, che non possono certo reggere alle sollecitazioni atmosferiche». In conclusione, Ladins Dolomites chiede che, alla luce dello stato di cose, si proceda senza indugi a programmare tutta quella serie di lavori indispensabili per il miglioramento delle strade.

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