Proseguono senza sosta i lavori di sgombero della zone dell'alta val d'Isarco colpite dal nubifragio nella notte tra sabato e domenica. Sono una sessantina gli operatori impegnati nelle operazioni di pulizia delle aree interessate e di ripristino della situazione. Intanto si susseguono le iniziative di solidarietà: oltre alla Provincia, prestano aiuto anche 100 militari e altre organizzazioni. Messaggi dal premier Monti e dal capo della protezione civile nazionale Gabrielli.

Valutare la portata dei danni nelle zone più colpite e stilare un piano di interventi secondo priorità: lungo questo programma si stanno muovendo oggi in alta val d'Isarco la Protezione civile provinciale, i vigili del fuoco, gli esperti del Servizio geologico, dei bacini montani, della Forestale e della Ripartizione agricoltura. Verranno rilevati i danni in tutti i settori, la Giunta provinciale deciderà poi quali misure varare a sostegno della popolazione e dei Comuni colpiti dalla violenta ondata di maltempo nel fine settimana.

I problemi maggiori si segnalano nell'agricoltura: contenuti sui pascoli e nel settore zootecnico (cinque bovini morti a seguito del nubifragio), elevati per gli edifici e i prati. Ad essi si aggiungono le perdite nel raccolto, considerato che un secondo sfalcio sui prati non è possibile. Sono limitati anche i danni provocati sui sentieri di accesso alle malghe e sulle vie forestali: solo una famiglia è stata evacuata nell'alpeggio sopra Vizze in quanto completamente isolata.

Tanto lavoro invece per la Ripartizione provinciale opere idrauliche, impegnata sui bacini montani a ripulire il letto dei corsi d'acqua e a ripristinare gli accessi ai masi. Tra i primi interventi, quelli per tenere sotto controllo il rio Vizze, intasato da tronchi ieri all'altezza di Prati, e per evitare che altra acqua possa invadere i binari della linea ferroviaria. Non appena sarà assicurato nuovamente un arginale sarà completamente liberata dall'acqua la linea a sud di Vipiteno: i tecnici delle ferrovie contano di ripristinare entro domani (martedì) la circolazione dei treni.

Un altro punto critico resta la strada della val di Vizze, che è stata sgomberata e riaperta al traffico ma che deve essere riparata in diversi punti critici, in particolare nel tratto subito dopo il tunnel di accesso alla valle, allagato per una decina di metri. La strada è percorribile, ma i tecnici stanno verificando la necessità di adottare chiusure temporanee per consentire i lavori di rifacimento dell'intera carreggiata e la sua messa in sicurezza.

Nel frattempo manifestazioni di solidarietà alle zone colpite e all'Alto Adige vengono espresse da varie parti. Ai vigili del fuoco di Vipiteno è giunta da altri corpi altoatesini dei vigili del fuoco la disponibilità ad aiutare nelle operazioni di sgombero, analoga offerta è arrivata al presidente Luis Durnwalder dall'Esercito, che invia in alta val d'Isarco 100 soldati con attrezzature. Messaggi di solidarietà sono giunti dal premier Mario Monti e dal capo della protezione civile nazionale Franco Gabrielli: "Questo attestati ci sostengono e anche le molte offerte di aiuto di vicini e conoscenti delle persone colpite dimostrano che non solo la protezione civile ma tutta la rete solidale sviluppata in Alto Adige funziona ancora e funziona bene", sottolinea il presidente Durnwalder. 

Il bacino di contenimento nel rio Bianco e il pronto intervento delle forze di protezione civile hanno evitato conseguenze peggiori dopo il maltempo del fine settimana in valle Aurina. Sono in corso da ieri le operazioni di sgombero del materiale, ma la situazione è meno grave rispetto all'alta val d'Isarco. Una prima stima dei danni parla di complessivi 100mila euro.

La val Rio bianco, una laterale della valle Aurina, è stata teatro tra sabato e domenica di forti precipitazioni, che però non hanno avuto la violenza e le conseguenze di quelle registrate in val di Vizze. I vigili del fuoco volontario di Rio bianco hanno lavorato tutta la notte per contenere l'esondazione dei rio Tratten: il corso d'acqua si è gonfiato con una portata passata in mezz'ora da 900 a 14.700 litri al secondo provocando diversi smottamenti e cumuli di materiale alti fino a 4 metri. Il bacino di contenimento si è riempito, un ponte sopra malga Tratter è stato spazzato via dall'acqua. 

I vigili del fuoco volontari, dopo aver circoscritto la zona danneggiata, hanno avviato le operazioni di sgombero in collaborazione con il Comune, la protezione civile, la forestale, i bacini montani, i carabinieri. Al lavoro ruspe e camion per trasportare il materiale franato e sgomberare il bacino di contenimento. Per ripristinare il collegamento con malga Göge è stato necessario recuperare e adattare un vecchio sentiero di montagna. Gli interventi di pulizia e ricostruzione dureranno ancora alcune settimane.