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Iniziano tragicamente queste vacanze pasquali per gli amanti della montagna. Il bilancio è già di tre morti nel giro di poche ore. Due escursionisti sono rimasti uccisi da una slavina nel Meranese; un'altra persona ha invece perso la vita in val di Fiemme.
Due turisti della Repubblica Ceca sono morti sepolti da un’enorme valanga caduta dallo spigolo Hintergrat dell’Ortles. Facevano scialpinismo assieme alla guida Ernst Reinstadler di Solda che è stato trascinato dalla massa nevosa ma, dopo grandi sforzi, è riuscito a liberarsi.
Le due vittime sono Vladimir Zeman di 50 anni e Karel Herch di 51. La guida è ricoverato all’ospedale di Silandro in condizioni per fortuna non gravi. In tutta la zona il pericolo di caduta valanghe era definito marcato di grado 3 su una scala di 5. Le particolari condizioni meteo, con le nevicate anche intense fino alla notte scorsa e con un lieve rialzo termico avutosi in giornata a seguito del sole, avevano spinto gli esperti a raccomandare la massima attenzione nelle escursioni, specie alle quote più elevate.
Ma i tre erano partiti comunque per compiere un’escursione, sci ai piedi, nella zona attorno alla Punta del Coston, a quota 2.800, ai piedi dell’Ortles, sotto l’Hintergrat che è la «cresta» sud est della montagna simbolo di Solda. I due ceki - ospiti degli alberghi Post e Zebrù di Solda - e la guida alpina sono saliti in quota con la seggiovia dell’Orso. L’escursione l’avevano già compiuta e, a quanto pare, stavano rientrando verso la stazione a valle dell’impianto a fune per poi scendere in paese.
All’improvviso, da un costone roccioso, s’è staccata un’enorme valanga con un fronte di almeno 300 metri e lunga mezzo chilometro. La slavina s’è abbattuta sull’avvallamento dove si trovavano i tre escursionisti. Il primo ad essere travolto è stata la guida alpina Ernst Reinstadler che, secondo il soccorso alpino, era più a monte rispetto ai due ceki. Vladimir Zeman e Karel Herch sono stati centrati in pieno e ricoperti da una vera e propria montagna di neve. Uno dei due è stato trovato, dai soccorritori, sotto sei metri di neve.
Dice Olaf Reinstadler, capo del soccorso alpino Cnsas di Solda: «Se non avesse avuto con sè l’Arva (l’apparecchio radio che segnala la posizione delle persone travolte dalle slavine, ndr.), è certo che non lo avremmo recuperato che in piena estate, con lo scioglimento delle nevi di superficie». Il secondo alpinista morto della disgrazia è stato trovato sotto un metro e mezzo di neve. La guida alpina Ernst Reinstadler, pur investito da una parte della valanga, è riuscito da solo a liberarsi dalla massa nevosa. I soccorritori, arrivati rapidamente, lo hanno caricato su un elicottero e trasportato all’ospedale di Silandro. Le sue condizioni, per fortuna, non sono gravi.
La gigantesca slavina è stata vista cadere da molto lontano e sono stati molti a chiamare il 118 con il cellulare per segnalare quanto stava accadendo. L’allarme è stato dunque rapidissimo: in zona si sono portati gli elicotteri Pelikan 1 e di Aiut Dolomites che hanno provveduto a portare in quota una cinquantina di soccorritori fra uomini del Cnsas e vigili del fuoco che hanno operato rapidamente ma che nulla hanno potuto per salvare la vita ai due escursionisti della Repubblica Ceca che sono stati trovati, come detto, privi di vita sotto l’enorme massa nevosa. I due cadaveri - dopo il benestare concesso dal magistrato di turno - sono stati portati a valle e pietosamente composti nella cappella mortuaria di Solda. Gli accertamenti sono stati svolti dai carabinieri della stazione di Prato Stelvio.
TRENTINO. Tre escursionisti veneti sono stati travolti da una valanga a Cima Bocche, a 2.745 metri, nel gruppo montano Paneveggio-Lusia. Già recuperato il corpo di un uomo senza vita di cui non si conosce per il momento l'identità. La salma è stata trasferita alla camera mortuaria di Moena. Altri due escursionisti, invece, sono stati recuperati e sono illesi. I tre escursionisti sarebbero stati travolti da una valanga mentre attraversavano un canalino ghiacciato.
Uno dei tre non è stato coinvolto e ha quindi potuto dare l'allarme, un secondo escursionista è stato parzialmente investito dalla massa nevosa mentre il terzo è stato trascinato per circa 200 metri ed è deceduto per i politraumi riportati.
Due turisti della Repubblica Ceca sono morti sepolti da un’enorme valanga caduta dallo spigolo Hintergrat dell’Ortles. Facevano scialpinismo assieme alla guida Ernst Reinstadler di Solda che è stato trascinato dalla massa nevosa ma, dopo grandi sforzi, è riuscito a liberarsi.
Le due vittime sono Vladimir Zeman di 50 anni e Karel Herch di 51. La guida è ricoverato all’ospedale di Silandro in condizioni per fortuna non gravi. In tutta la zona il pericolo di caduta valanghe era definito marcato di grado 3 su una scala di 5. Le particolari condizioni meteo, con le nevicate anche intense fino alla notte scorsa e con un lieve rialzo termico avutosi in giornata a seguito del sole, avevano spinto gli esperti a raccomandare la massima attenzione nelle escursioni, specie alle quote più elevate.
Ma i tre erano partiti comunque per compiere un’escursione, sci ai piedi, nella zona attorno alla Punta del Coston, a quota 2.800, ai piedi dell’Ortles, sotto l’Hintergrat che è la «cresta» sud est della montagna simbolo di Solda. I due ceki - ospiti degli alberghi Post e Zebrù di Solda - e la guida alpina sono saliti in quota con la seggiovia dell’Orso. L’escursione l’avevano già compiuta e, a quanto pare, stavano rientrando verso la stazione a valle dell’impianto a fune per poi scendere in paese.
All’improvviso, da un costone roccioso, s’è staccata un’enorme valanga con un fronte di almeno 300 metri e lunga mezzo chilometro. La slavina s’è abbattuta sull’avvallamento dove si trovavano i tre escursionisti. Il primo ad essere travolto è stata la guida alpina Ernst Reinstadler che, secondo il soccorso alpino, era più a monte rispetto ai due ceki. Vladimir Zeman e Karel Herch sono stati centrati in pieno e ricoperti da una vera e propria montagna di neve. Uno dei due è stato trovato, dai soccorritori, sotto sei metri di neve.
Dice Olaf Reinstadler, capo del soccorso alpino Cnsas di Solda: «Se non avesse avuto con sè l’Arva (l’apparecchio radio che segnala la posizione delle persone travolte dalle slavine, ndr.), è certo che non lo avremmo recuperato che in piena estate, con lo scioglimento delle nevi di superficie». Il secondo alpinista morto della disgrazia è stato trovato sotto un metro e mezzo di neve. La guida alpina Ernst Reinstadler, pur investito da una parte della valanga, è riuscito da solo a liberarsi dalla massa nevosa. I soccorritori, arrivati rapidamente, lo hanno caricato su un elicottero e trasportato all’ospedale di Silandro. Le sue condizioni, per fortuna, non sono gravi.
La gigantesca slavina è stata vista cadere da molto lontano e sono stati molti a chiamare il 118 con il cellulare per segnalare quanto stava accadendo. L’allarme è stato dunque rapidissimo: in zona si sono portati gli elicotteri Pelikan 1 e di Aiut Dolomites che hanno provveduto a portare in quota una cinquantina di soccorritori fra uomini del Cnsas e vigili del fuoco che hanno operato rapidamente ma che nulla hanno potuto per salvare la vita ai due escursionisti della Repubblica Ceca che sono stati trovati, come detto, privi di vita sotto l’enorme massa nevosa. I due cadaveri - dopo il benestare concesso dal magistrato di turno - sono stati portati a valle e pietosamente composti nella cappella mortuaria di Solda. Gli accertamenti sono stati svolti dai carabinieri della stazione di Prato Stelvio.
TRENTINO. Tre escursionisti veneti sono stati travolti da una valanga a Cima Bocche, a 2.745 metri, nel gruppo montano Paneveggio-Lusia. Già recuperato il corpo di un uomo senza vita di cui non si conosce per il momento l'identità. La salma è stata trasferita alla camera mortuaria di Moena. Altri due escursionisti, invece, sono stati recuperati e sono illesi. I tre escursionisti sarebbero stati travolti da una valanga mentre attraversavano un canalino ghiacciato.
Uno dei tre non è stato coinvolto e ha quindi potuto dare l'allarme, un secondo escursionista è stato parzialmente investito dalla massa nevosa mentre il terzo è stato trascinato per circa 200 metri ed è deceduto per i politraumi riportati.


